E’ la più giovane delle province calabresi, nata nel 1992 da una costola della provincia di Catanzaro con i suoi 50 comuni e i 168.894 abitanti pari a una densità di 148,2 ab/km². I primi abitanti di Vibo Valentia, capoluogo. furono gli Italici Osci che, data la posizione sul Golfo del Tirreno, la chiamarono Veip, golfo. Solo in seguito, nel VII secolo a.C. le correnti migratorie greche sulla costa Ionica calabrese diedero vita ad altre nuove e importanti città come Sibari, Crotone, Caulonia, Reggio e Locri.
E proprio Locri, verso il 650 a.C. fondò sulla costa tirrenica Hipponion, dove ora si trova Vibo Valentia. Sotto il dominio dei Bruzi il nome Hipponion fu sostituito con Osco Veipunium per poi essere nuovamente cambiato nel 194 a.C, quando i Romani, cacciati i Bruzi, fondarono una colonia di diritto latino dal nome Valentia unito a quello di Veip, nome latinizzato in Vibo.Sotto la dominazione romana Valentia ritrovò il suo antico splendore e intorno al 90 a.C. divenne Municipio romano con il suo attuale nome: Vibo Valentia.
Unico porto tra Napoli e la Sicilia, divenne tra le più importanti città dell'Italia Meridionale, fino a quando, con la caduta dell'Impero Romano, la città si avviò alla decadenza e il nome venne cambiato in Vibona. La città subì numerose invasioni barbartene: dai Goti di Alarico, agli Ostrogoti, ai Vandali, ai Longobardi e conobbe la conquista dei Bizantini e i saccheggi dei Saraceni, fino alla definitiva distruzione avvenuta nel 983. Prima di allora Vibona si meritò un altro glorioso nome, quello di Millarmi, perché con solo mille armati seppe respingere un poderoso assalto saraceno. La rinascita, dopo un'attesa di oltre due secoli, si avviò con l'arrivo dei Normanni e sotto la guida del Conte Ruggero. Fu lui a concedere a Bruno di Colonia di costruire, nei verdi boschi delle Serre, la Chiesa intorno alla quale sarebbe sorto il famoso cenobio dei Certosini, tuttora vanto del territorio di Vibo.
Con il subentro della dinastia sveva, Vibo prese il nome di Monteleone e conobbe un ulteriore periodo di grande sviluppo che ebbe seguito durante il dominio spagnolo e continuò con il dominio napoleonico, quando Monteleone ricevette il titolo di capoluogo della Calabria. Con l'avvento dei Borboni alla guida del Regno delle Due Sicilie, Monteleone perse i privilegi goduti con i Francesi e si avviò verso un periodo di decadenza economica e sociale. Con l'entrata in città di Garibaldi, i Borboni furono cacciati e Monteleone votò l'annessione al Piemonte.
La costa vibonese è la più attrattiva dal punto di vista turistico, da Pizzo a Capo Vaticano passando per Tropea. Alle spalle della riviera c’è un triangolo gastronomico d’eccellenza riconosciuta con la cipolla rossa di Tropea, la ‘nduja di Spilinga e il pecorino del Monte Poro. Partendo da Nicotera e risalendo la montagna da Soriano Calabro si giunge nelle Serre, crocevia di spiritualità e di importanti giacimenti archeologici, quali la fabbrica borbonica d’armi di Mongiana.