Parco Nazionale del Pollino
 

Il Parco Nazionale del Pollino è stato istituito con legge 11 marzo 1988, n.67, 28 agosto 1989, n. 305, D.M. 31 dicembre 1990 e D.P.R. 15 novembre 1993. 

È la più estesa area protetta d'Italia, una delle maggiori wilderness nazionali. Al confine tra Basilicata e Calabria, ha vette tra le più alte del Mezzogiorno coperte di neve per lunghi periodi dell'anno.
Simbolo del parco è il Pino Loricato, una conifera dalle grandi dimensioni che sopravvive solo sulle cime rocciose e più aspre del Pollino dove se ne contano oltre duemila esemplari. è possibile ammirarli dopo qualche ora di cammino tra spettacolari boschi di faggi.

Il territorio, vasto e incontaminato, ospita numerosi siti paleontologici – la Grotta del Romito, la Valle del Mercure – e archeologici risalenti alla colonizzazione greca. Vi si respira il fascino della storia e della vita agropastorale legata alle feste popolari e alle tradizioni delle minoranze etnico- linguistiche albanesi. Per gli amanti delle alte quote il Pollino è sicuramente un luogo ideale. I tanti itinerari geologici, promossi da associazioni locali, invitano a scoprire e percorrere le "timpe", formazioni rocciose caratteristiche del luogo, in uno scenario mozzafiato dove si può facilmente ammirare il volo delle aquile.

Numerose gole, grotte e inghiottitoi, in gran parte fruibili attraverso specifiche discipline sportive come la speleologia e il torrentismo, regalano forti emozioni agli amanti degli sport estremi. Il Pollino è un luogo unico, un libro aperto sulla storia della terra ai suoi primordi.

La ricettività nel Parco è caratterizzata da numerosi bed&breakfast e agriturismi che offrono l'opportunità di conoscere anche i prodotti tipici di una gastronomia unica.

 
Descrizione Fauna: Le zone coperte di boschi di faggio, di castagno e di cerro sono popolate da fauna in via di estinzione: il lupo appenninico, il capriolo di Orsomarso, il picchio nero, il falco pellegrino, il gufo reale e il corvo imperiale. Fra gli insetti deve essere menzionato Buprestis splendens, uno dei coleotteri più rari d'Europa, e Rosalia alpina, tipico delle estese faggete mature, presenti nel Pollino e nei Monti di Orsomarso. Fra le numerose specie di farfalle, di grande interesse è Melanargia arge, molto localizzata e poco frequente. Tipica delle zone aride del Parco è invece la malmignatta (Latrodectus tredecimguttatus), un ragno rosso e nero dal morso doloroso e tossico, appartenente allo stesso genere della vedova nera americana. Fra i crostacei Chirocephalus ruffoi è un endemismo del Pollino, addirittura individuato solo in alcune pozze d'alta quota, mentre il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes) è un indicatore di una elevata qualità delle acque. Varia e non meno rilevante è l'avifauna. La coturnice (Alectoris graeca). Presente è anche il raro picchio nero (Dryocopus martius, e i più comuni picchio verde (Picus viridis) e picchio rosso maggiore (Picoides major). Di grande rilevanza è la coesistenza,di tutte e cinque le specie italiane di allodola. Recentemente è stata rilevata la presenza del gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax). Ben dodici sono le specie di rapaci diurni nidificanti, tra cui la magnifica aquila reale (Aquila chrysaetos), il nibbio reale (Milvus milvus) ed il pellegrino (Falco peregrinus). Il versante orientale del Parco,offre l'habitat per due specie minacciante: il lanario (Falco biarmicus feldeggi), falcone localizzato nel mediterraneo, ed il capovaccaio (Neophron percnopterus), piccolo avvoltoio bianco e nero. Il grande gufo reale (Bubo bubo) è invece il più raro e spettacolare fra i rapaci notturni. Gli ungulati, oltre al comune cinghiale (Sus scrofa), comprendono il capriolo (Capreolus capreolus). Fra i roditori più significativi, va citato il driomio (Dryomys nitedula), un piccolo gliride presente, in Italia, oltre che sui rilievi montuosi calabresi, solo sulle Alpi orientali. Il driomio, insieme al moscardino, (Muscardinus avellanarius) al ghiro (Myoxus glis) e al quercino (Eliomys quercinus) rappresenta tutte le specie italiane di Gliridi nel Parco. Lo scoiattolo meridionale (Sciurus vulgaris meridionalis) è una sottospecie tipica dell'Appenino centro-meridionale caratterizzata dalla colorazione nera del mantello e dal ventre bianco. L'istrice (Hystrix cristata) è localizzata nel settore meridionale e orientale del Parco, con clima più spiccatamente mediterraneo. Infine, oltre alla lepre europea (Lepus europaeus), frutto di scriteriate immissioni, sopravvivono alcuni nuclei di lepre appenninica (Lepus corsicanus), specie autoctona dell'Italia centro-meridionale. Tra i pipistrelli, finora poco studiati, vanno segnalati il rinolofo minore (Rhinolophus hipposideros), il vespertilio maggiore (Myotis myotis), il vespertilio di Capaccini (Myotis capaccinii), il pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhli), il miniottero (Miniopterus schreibersi) e il poco frequente molosso del Cestoni (Tadarida teniotis).
Descrizione Flora: La vegetazione è diversificata in fasce altitudinali.Nelle zone prossime alla costa, fino ai 700-800 m, prevale la macchia mediterranea con la presenza di leccio (Quercus ilex), lentisco (Pistacia lentiscus), ginepro (Juniperus communis, Juniperus oxycedrus, Juniperus phoenicea), mirto (Myrtus communis), corbezzolo (Arbutus unedo), roverella (Quercus pubescens), acero minore (Acer monspessulanum) e ginestra comune (Spartium junceum). Oltre gli 800 m fino ai 1100 m, nella fascia sopramediterranea, dominano le diverse varietà di querce, roverella (Quercus pubescens), cerro (Quercus cerris), farnetto (Quercus frainetto) sovente in reciproca coesistenza o in boschi misti con carpino orientale (Carpinus orientalis), acero (Acer obtusatum), castagno (Castanea sativa), ontano napoletano (Alnus cordata), specie endemica, quest'ultima, della Corsica e dell'Appennino meridionale. Formazioni forestali di estrema rilevanza naturalistica sono le acerete del Monte Sparviere, nel versante ionico, che adunano,cinque specie di acero-acero campestre (Acer campestre), acero di monte (Acer pseudoplatanus), acero di Lobel (Acer lobelii), acero di Ungheria (Acer obtusatum), acero riccio (Acer platanoides). Nella fascia montana, fino a quasi 2000 m, prevale la faggeta (Fagus sylvatica), pura o in formazioni miste con castagno, cerro e aceri. Nelle quote più basse il faggio si accompagna all'agrifoglio (Ilex aquifolium) e all'acero di Ungheria; nelle quote più alte e in ambiente di forra si accompagna all'acero di Lobel e, prevalentemente nel versante settentrionale del Parco, il faggio dà luogo alla particolare associazione con l'abete bianco (Abies alba), conifera presente in modo discontinuo nell'Appennino. Formazioni aperte di pino nero (Pinus nigra) compaiono, sul versante meridionale del massiccio, fino ai 1700 m. Ciò che distingue e rende unica la vegetazione montana ed altomontana del Pollino è, di certo, il pino loricato (Pinus leucodermis). Il pino loricato (Pinus leucodermis Ant.) è un albero a corteccia fessurata in placche a scaglie lucenti; ha rami bianco grigiastri ed aghi verdi e cupi, larghi fino a 2 mm e lunghi fino a 6-7 cm. La corteccia di questa conifera è grigio chiara, soprattutto nelle piante giovani, da cui il nome "leucodermis"; negli esemplari adulti la corteccia è fessurata in placche irregolari, cosiddette "loriche", che richiamano le antiche corazze romane. Nel corso della sua vita millenaria, può raggiungere un'altezza di 40 metri e un diametro di oltre un metro. La qualità altamente resinosa delle sue fibre permette al fusto e ai rami di sopravvivere oltre il corso vitale e di trasformarsi in un monumento arboreo, singolare scultura del tempo di encomiabile suggestione e bellezza. L'area del Pollino custodisce una pluralità di piante e di fiori, alcune specie endemiche, altre rare, dell'Appennino meridionale: peonia pellegrina (Paeonia peregrina, Banxhurna nella lingua arbëreshe) e peonia mascula (Paeonia mascula), pulsatilla alpina (Pulsatilla alpina), genziana primaticcia (Gentiana verna) e genzianella del Pollino (Gentianella crispata), sassifraga marginata (Saxifraga marginata), caglio delle Alpi Apuane (Galium palaeoitalicum), ranuncolo del Pollino (Ranunculus pollinensis), campanula del Pollino (Campanula pollinensis), millefoglio del Pollino (Achillea ruprestis). Anche la ricchezza di specie officinali e medicamentose ha impreziosito l'intera area; oltre le specie già citate - genziana maggiore, ginepro comune, ginestra comune - si segnala: poligono bistorta (Polygonum bistorta), belladonna (Atropa belladonna), digitale bruna (Digitalis ferruginea), stregonia siciliana (Sideritis syriaca), che per le sue qualità emostatiche veniva usata dai pastori del Pollino per tamponare le ferite.
Come raggiungerci: 

Con l'autovettura, per chi giunge sia da Nord che da Sud, lasciado l'autostrada A3 nel tratto tra i caselli li Lauria Nord, in Basilicata, e Spezzano Terme, in Calabria, è possibile raggiungere numerosi comuni del Parco, collegati dalla SS 19 che attraversa l'area protetta.

In Calabria, sul versante tirrenico, lungo la SS 18 da Tortora a Belvedere Marittimo si possono percorrere molte strade che si snodano verso l'interno; fra di esse la SS 504, che da Scalea, passando per Santa Domenica Taleo porta a Papasidero e Mormanno nonchè la SS 105, che da Belvedere Marittimo raggiunge Castrovillari e Francavilla Marittima. Qui si può giungere anche dal versante ionico, prendendo la SS 92 per chi proviene dalla SS 106.  
 
E' inoltre possibile raggiungere e spostarsi nel parco del Pollino noleggiando auto dagli aeroporti di Napoli, Lamezia Terme e Bari.
Contatti

Comune: Acquaformosa, Aieta, Alessandria del Carretto, Belvedere Marittimo, Buonvicino, Calvera, Carbone, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Castelsaraceno, Castelnuovo di Sant'Andrea, Castrovillari, Cerchiara di Calabria, Cersosimo, Chiaromonte, Civita, Episcopia, Fardella, Francavilla sul Sinni, Francavilla Marittima, Frascineto, Grisolia, Laino Borgo, Laino Castello, Latronico, Lauria, Lungro, Maierà, Morano Calabro, Mormanno, Mottafollone, Noepoli, Orsomarso, Papasidero, Plataci, Praia a Mare, Rotonda, San Basile, San Costantino Albanese, San Donato di Ninea, San Giorgio Lucano, San Lorenzo Bellizzi, San Paolo Albanese, San Severino Lucano, San Sosti, Sangineto, Sant'Agata di Esaro, Santa Domenica Talao, Saracena, Senise, Teana, Terranova di Pollino, Tortora, Valsinni, Verbicaro, Viggianello.   
Provincia: Cosenza
Indirizzo: Via delle Frecce Tricolori (Rotonda - PZ)   n. 6
Telefono: +39 0973 669311
Fax: +39 0973 667802
E-mail: ente@parcopollino.it
Sito web: www.parcopollino.it