VERBICARO

Verbicaro è uno dei comuni calabresi aderenti all'associazione nazionale Città del Vino. Ricca è sua la gastronomia a base di prodotti semplici della tradizione montanara. Verbicaro, insieme a Grisolia, Orsomarso, Santa Domenica Talao e Santa Maria del Cedro, sono i centri della provincia di Cosenza dove si produce il famoso Verbicaro, l'unico vino della Riviera dei Cedri a vantare l'etichetta Doc. Il Verbicaro è prodotto nelle tipologie Bianco, Rosso (anche nella versione Riserva) e Rosato. Alcuni storici identificano Verbicaro con l'Aprustum dei Bruzi o con Vergae. Il nome del paese è di origine incerta: da Vernicaio, così denominato per la chiarezza dell'aria,"a vernante aere dictum", a Bernicaro e Berbicaro, in dialetto Vruvicaru, che potrebbe significare luogo di pastori, dal latino "berbicarius", pecoraio o per la derivazione etimologica dal latino vervex, pecora. La denominazione di Verbicaro, quindi, potrebbe essere derivata dai luoghi dove il borgo sorse, brulli, impervi e selvosi, abitati e frequentati da pastori.




 


Indirizzo Via Orologio 11
  87020 Verbicaro (CS)
Telefono 0985 6139
Fax 0985 6164
Sito web http://www.comune.verbicaro.cs.it/
 

 

Il centro storico, ormai parzialmente disabitato, costituisce per la sua configurazione caratteristica, topografica ed urbanistica, il primo e più significativo documento storico relativamente all'origine ed alla ragione stessa del paese. In rapporto alla sua configurazione topografica ne deriva che Verbicaro sia sorto come "castello" che si estendeva dal palazzo antico baronale sino a Bonifanti. L'antico palazzo baronale conserva ancora il nome di Castello. Si vedono ancora le strutture di un paese rifugio: mura di difesa con tre porte d'accesso all'abitato. Le case sono tutte di un solo vano, addossate le une alle altre e edificate a difesa e protezione. Si può ritenere che il primo nucleo abitato sia sorto in funzione difensiva, quando in epoca medievale, le popolazioni rivierasche, per scampare alla malaria e alla violenza delle incursioni piratesche e dei Saraceni, erano costrette a ritirarsi nel retroterra, in luoghi alti ed impervi, più sicuri e più adatti alla difesa. Il borgo, ristretto alle origini tra i naturali contrafforti rocciosi e i muraglioni protettivi di cinta, iniziò gradualmente a espandersi con il crescere della popolazione, diramandosi in agglomerati rionali di case nella campagna circostante. Il paese si sviluppò da questo nucleo fino a raggiungere le dimensioni attuali.



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