Vibo Valentia (VV)

L'antica colonia greca cara agli Dei

Vibo Valentia è la più piccola provincia della Calabria e abbraccia un territorio che comprende la costa tirrenica, la catena appenninica delle Serre e il vasto comprensorio agricolo dell'altopiano del Poro. La città si chiama così dal 192 a.C., mentre il suo nome di antica colonia greca era Hipponion, tra le più importanti colonie della Magna Grecia, che nel 182 a.C. divenne municipio romano con il nome di Valentia.
 
Incastonato nel cuore meridionale della Calabria, il territorio di Vibo Valentia sembra un piccolo sperone allungato nel Tirreno.
Le radici della città sono antichissime e custodiscono uno scrigno di storia e cultura che alla bellezza selvaggia dei luoghi unisce la profonda consapevolezza culturale del passato più antico.
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Le radici della città custodiscono uno scrigno di storia che alla bellezza selvaggia dei luoghi unisce la profonda consapevolezza culturale di un passato antico.
 

Le radici della città sono antichissime e custodiscono uno scrigno di storia e cultura che alla bellezza selvaggia dei luoghi unisce la profonda consapevolezza culturale del passato più antico.
Un patrimonio straordinario di bellezze naturali e architettoniche, di storia, di cultura, di tradizioni popolari, che contribuisce a fare della città un importante polo di attrazione e d'interesse per il turismo nazionale e internazionale.
L’architettura del centro urbano è dominata dall'imponente castello normanno-svevo, oggi sede del Museo archeologico intitolato a Vito Capialbi, illustre erudito vibonese, che custodisce la Laminetta aurea, il più antico testo Orfico rinvenuto in Italia e probabilmente uno dei reperti più preziosi provenienti dal passato ellenico.
Il centro storico conserva intatte le geometrie del borgo medievale, con i palazzi monumentali in tufo giallo e lastricato con grossi blocchi di pietra lavica.

 
Vibo Valentia
 

Il Vibonese offre scorci di straordinaria intensità emotiva, ricco di paesaggi che comprendono uliveti, i campi di grano, aranceti e limoneti, vigneti arroccati sui fianchi delle colline e il profumo inebriante delle zagare in fiore nelle calde notti estive.
Spettacolare è la Costa degli Dei, frastagliata e ricca di insenature rocciose alternate a spiagge morbide e sabbiose. La Costa degli Dei è il regno degli sport acquatici, grazie alla possibilità di escursioni subacquee che permettono di ammirare i bellissimi fondali e la fauna marina. Le acque marine del vibonese e i suoi venti attraggono molti appassionati di kitesurf e windsurf, che trovano su questo mare le condizioni ideali per praticare questi sport.
L'entroterra della provincia, con i folti boschi e le bellezze della natura, è una meta ideale per chi ama praticare il trekking. Uno dei luoghi più rinomati è la zona di Capo Vaticano, che nasconde una tipica fiumara calabrese circondata da una vegetazione ricca e lussureggiante con oltre 300 specie di piante.
Sono molto belle da esplorare anche le grotte e i sentieri dei monaci nei pressi di Tropea, dove è possibile anche sfruttare i percorsi per il trekking a cavallo o in bicicletta.

 
Vibo Valentia
 

La varietà del paesaggio offre location uniche per osservare la flora e la fauna e il profilo geologico tipico del patrimonio naturalistico della zona, con particolare riferimento alla visita dei parchi e delle riserve naturali. Molti esperti di birdwatching si recano nel vibonese in tutte le stagioni dell’anno.
Vibo Valentia rappresenta attualmente uno dei principali poli industriali della regione, con aziende operanti nel settore alimentare, chimico, tessile e materiale da costruzione. Rilevante è l'attività del porto che presenta un notevole movimento di merci, e quella turistica, in forte espansione grazie ad una lungimirante politica di rivalutazione del patrimonio costiero.

 
Centro storico

Numerose sono le occasioni di meraviglia disseminate lungo il centro storico della città e nel territorio circostante. Il centro storico di Vibo Valentia è un ricco intreccio di chiese, monumenti ed edifici medievali, barocchi e ottocenteschi dove è difficile distinguere dove finisce un'epoca e dove ne inizia un'altra e questa è probabilmente la caratteristica in cui risiede il suo fascino. Camminando lungo Corso Umberto I non si può non notare il bellissimo portale di marmo di S. Maria La Nova, mentre dal Belvedere Grande si gode di un ottimo panorama che abbraccia la costa tirrenica da Capo Palinuro a Messina.

 
Vibo Valentia
 

Il Duomo di Vibo Valentia, dedicato al patrono S. Leoluca, è stato costruito a fine '600 sui resti di una chiesa bizantina e all'interno custodisce un altare imponente con la statua della Madonna della Neve. La sua facciata è incorniciata tra due campanili mentre sono da vedere le bellissime porte in bronzo che raccontano la storia della città. Dell'antica chiesa, dove si vuole fosse custodito il sepolcro di San Leoluca, rimangono alcune testimonianze architettoniche di grande pregio. L’interno è a tre navate e comprende un altare maggiore settecentesco con un gruppo in marmo di Carrara di A. Caccavello, una tavola del ‘500, Madonna della Sanità mentre di grande splendore è il transetto sinistro con il suo trittico in marmo di Antonello Gagini.

 
Vibo Valentia
 

Annesso al Duomo è l'elegante e imponente Valentianum, ex convento domenicano restaurato nel 1982. Le sue sale ospitano il Museo d'arte Sacra, dove si possono ammirare importanti sculture provenienti dal Ciborio della Certosa di Serra San Bruno, il sarcofago del patrizio Decio de Suriano, piviali e arredi sacri di ottima fattura meridionale. Interessanti da visitare sono l'Arco Marzano e la Porta Torre del Conte d'Apice, due porte del XII secolo tra i monumenti più antichi della città.
Vibo Valentia è anche una città moderna e vale la pena fare una passeggiata lungo il Corso Umberto I e immergersi in un’atmosfera attuale in mezzo a negozi e botteghe. Scendendo verso il mare a Vibo Marina, si possono visitare il castello di Bivona, nato come fortificazione contro le incursioni piratesche, e il complesso architettonico della Tonnara del 1885.

 
Rovine di Hipponion

Appena fuori dell’abitato di Vibo Valentia si scorgono le mura e le rovine dell’antica città greca Hipponion, insediamento pre-ellenico anticamente detto Veip dalle popolazioni bruzie, e poi nominato Hipponion dai Greci di Locri che si spinsero fino al Tirreno per assicurarsi uno sbocco commerciale sul mare. Ad oggi, gli scavi archeologici hanno messo in luce soltanto alcune aree del tessuto urbano. Oltre alle fortificazioni, sono state ritrovate le necropoli e alcune aree di culto; le prime all’interno delle mura, cosa insolita per i Greci, le seconde nelle zone periferiche della città. Individuate nei primi decenni del Novecento, le grandiose mura di cinta, composte da grossi massi di arenaria e munite di torri, si estendevano originariamente per un tratto di oltre 6 chilometri. La parte più consistente e meglio conservata, venuta alla luce in località Tappeto Vecchio, è lunga circa 500 metri, ma isolati tratti di mura si possono vedere anche risalendo la strada che oggi conduce al cimitero della città. Entro un recinto è visibile lo stilobate di un tempio dorico del VI-V sec. a.C., che, grazie alla sua posizione sulla cima del colle, dominava l'ampio golfo e segnalava la città ai naviganti. Del tempio, saccheggiato in epoca antica e utilizzato come cava di pietra, è rimasto ben poco, ma nell'area vennero ritrovati molti frammenti di decorazioni architettoniche, oggi custoditi nel Museo archeologico di Reggio calabria. Vestigia del municipium romano sono state invece rinvenute in località Sant’Aloe e tra queste i resti di almeno tre domus con ambienti termali dai pavimenti a mosaici policromi. Il mosaico più antico, databile al II secolo d.C., raffigura al centro una nereide a cavallo di un ippocampo in un mare pieno di delfini stilizzati.

 
Vibo Valentia
 
Castello Svevo Normanno

Sopra l'acropoli di Hippónion i Normanni costruirono un castello, utilizzando in parte proprio i blocchi di pietra arenaria della città antica. Del castello, che nel corso dei secoli ha subito diverse modifiche e danni, rimane ancora molto in piedi, anche se una delle ragioni per cui lo visitano in tanti è la vista che da qui è meravigliosa e spazia dai golfi sul Tirreno alla Sila e alle Serre.
Il castello ospita il Museo archeologico statale che espone resti che vanno dalla preistoria al medioevo, passando per la Magna Grecia, con i vasi ed i corredi di necropoli greche. Edificato tra il 1070 ed il 1074 d.C. per volere di Ruggero il Normanno, che in questi lidi aveva condotto e accampato il suo esercito, il maniero era probabilmente una semplice fortificazione, costituita da una sola torre triangolare al centro di altre tre torri circolari. Nonostante i forti rimaneggiamenti ricevuti, il castello di Vibo Valentia conserva l'impianto normanno.
Il castello fu ampliato ed in parte rifatto in epoca sveva, periodo a cui risale certamente la torre poligonale, all'angolo nord-est del complesso, costruita in conci ben squadrati, dalle notevoli dimensioni e dalla disposizione ordinata, tecnica riscontrabile in altri castelli coevi. Il lento recupero del castello di Vibo Valentia, tra i rari castelli di Calabria che presentano evidenti contaminazioni angioine, inizia negli anni '70.

 
Vibo Valentia
 
Museo Archeologico Vito Capialbi

Il museo, fondato nel 1969 e intitolato all'archeologo vibonese Vito Capialbi, è situato all’interno del Castello e custodisce reperti significativi dell’età tardo ellenistica e romana. Il Museo è prevalentemente caratterizzato da quattro sezioni riguardanti reperti provenienti da luoghi di culto, reperti archeologici di necropoli, materiali risalenti all’età romana. Di particolare importanza è la spada risalente al tredicesimo secolo a.C. proveniente da una necropoli romana; il monetiere Capialbi, che contiene pregiati aurei locresi ed una collezione di monete d’argento Brettie risalenti alla fine del terzo secolo a.C. ed il busto di Agrippa.
L'attuale allestimento, in ordine topografico e cronologico, comprende materiale proveniente dai recenti scavi della città e della zona, oltre a nuclei antiquari otto-novecenteschi appartenenti a studiosi locali. La collezione è divisa in quattro sezioni principali: reperti dagli edifici sacri, dalle necropoli, dalle collezioni private e materiale d'età romana.
Da vedere ancora il corredo di una tomba dell'età del Bronzo; materiali votivi provenienti dal santuario rinvenuto in località Scrimbia; tra i reperti delle necropoli, una lamina in oro con iscrizione greca relativa al culto orfico. Inoltre vasi a figure nere e a figure rosse, frammenti architettonici dipinti, provenienti da collezioni private vibonesi. Nella torre nord sono esposti alcuni reperti provenienti dalle necropoli romane, dalla città tardo-antica e dalle ville rinvenute nel territorio.

 
Vibo Valentia
 
Vibo Marina

Vibo Marina è un centro urbano e turistico situato sulla litorale nord-occidentale del Monte Poro e dotato di un piccolo porto con l'approdo turistico più sicuro ed attrezzato tra Salerno e Reggio Calabria. Il litorale di Vibo Valentia è soprattutto esaltazione della natura, delle sue suggestioni infinite, pronte a sorprendere il viaggiatore a ogni passo, dietro ogni insenatura e ogni promontorio. Una natura per certi versi ancora incontaminata perché aliena a un turismo di massa ed allo stesso tempo riplasmata dall’opera sapiente di generazioni di agricoltori.
Lungo il litorale della Costa degli Dei si presenta uno spettacolo unico per il suo genere, unico perché si trovano tutte le tipologie di coste presenti in Italia. In provincia di Vibo Valentia ci sono alcune delle spiagge più belle della Calabria. Capo Vaticano, poco distante da Vibo, è un promontorio proteso su uno dei mari più azzurri e limpidi d'Italia. Nella zona portuale è di suggestivo interesse assistere al rientro delle barche dalla pesca, la vendita all'asta del pesce nel centro di raccolta, la costruzione delle barche in legno con le antiche tecniche dei maestri d'ascia. Vibo Marina offre anche attrattive di tipo storico e architettonico, come il Castello di Bivona costruito nel 1442 per proteggere il porto di Bivona dalle incursioni piratesche, adoperato a fini militari e spesso per attività economiche, attualmente è allo stato di rudere.

 
Vibo Valentia
 
Monte Poro

L’altopiano di Monte Poro, definito balcone sul mar Tirreno e sul golfo di Gioia Tauro, è uno dei luoghi più suggestivi della provincia di Vibo Valentia.
Oltre alle sue splendide coste, il territorio circostante Vibo possiede un ricchissimo patrimonio naturale sotto forma di un panorama prevalentemente collinare e montuoso, ricco di biodiversità. Il monte Poro può essere definito come il fulcro dell'entroterra vibonese. Affacciato sullo splendido paesaggio della Costa degli Dei, incastonato in posizione panoramica tra le montagne e il mare, è caratterizzato da prati molto estesi che vengono utilizzati ancora oggi per il pascolo. L’altitudine non molto elevata, ha permesso lo sviluppo di una ricca vegetazione tra pascoli verdeggianti, oliveti, vigneti e filari di pioppi.
Sul Monte Poro si produce il Pecorino che ha preso il nome del luogo e che è da molti considerato il migliore dell'Italia meridionale, in quanto il latte degli allevamenti locali è reso speciale proprio dalle essenze dell'altopiano, sul quale si pratica il pascolo estensivo. Questo formaggio rappresenta un'eccellenza locale che si differenzia da altri prodotti simili per via di alcuni accorgimenti durante il processo di produzione.

 
Vibo Valentia
 
Vibo e dintorni

Scendendo lungo la costa da Vibo Valentia in direzione Sud, poco prima di Tropea, si raggiunge Briatico, che è un bellissimo borgo medioevale ricco di scavi archeologici, dove gli amanti delle attività all'aria aperta possono approfittare dei trekking che risalgono il torrente Ruffa, alla scoperta di antichi mulini di origine araba.
Serra San Bruno, centro delle Serre Vibonesi, è una località nota per la Certosa e per l'ambiente montano circostante.
Da visitare il centro storico di Pizzo e la famosa chiesa di Piedigrotta interamente scavata nel tufo sul mare.

 
Gastronomia

La storia e la cultura di Vibo Valentia si proiettano anche nelle tradizioni gastronomiche ricche di sapori.
Tra i prodotti più noti figurano le conserve, il tonno, l'olio d'oliva, le castagne, i funghi, i dolci. Ma il prodotto per eccellenza della provincia è la celebre ‘Nduja di Spilinga, salame morbido dal gusto estremamente piccante, la fileja, pasta all’uovo arrotolata a mano in lunghe treccine e, infine, il celebre tartufo di Pizzo.
Da non dimenticare la degustazione dei vini, tra i quali si segnala lo Zibibbo, un bianco prodotto a Pizzo e Briatico. Tra i dolci tipici della cucina locale da assaggiare i ciciriati, biscotti ripieni di un impasto a base di caffè, ceci, cacao e noci; le pittapie, biscotti riempiti con un impasto di uva passa, noci, pinoli e cioccolato ed il sanguinaccio, sangue di maiale fatto bollire con zucchero, noci, cioccolato fondente e pinoli.

 
Vibo Valentia
 

 



 


Indirizzo Piazza Martiri D'Ungheria
  89900 Vibo Valentia (VV)
Telefono 0963 599111
Sito web www.comune.vibovalentia.vv.it
 

 

Vibo Valentia si situa nello splendido territorio marino compreso tra Pizzo e Nicotera, caratterizzato da un tratto di costa con ampie spiagge e lungo 75 Km, definito con il termine Costa degli Dei. Nel percorrere la strada litoranea del tratto di costa tirrenica, s'incontrano diversi piccoli centri importanti dal punto di vista turistico. Un susseguirsi di baie, scogliere e spiagge contraddistinguono il litorale. Fine e bianca la spiaggia di Pizzo, che dalla Marinella arriva alla Seggiola. Segue Vibo Marina, che malgrado la presenza del porto, offre acque limpide e spiagge bianche come il Fortino, Gagliardi, Bivona, Trainiti, fino a Baia di Safò. Successivamente incontriamo la scogliera di Crocca e la caratteristica Sant'Irene, un misto tra sabbia e scogli. Vero "Paradiso" per i sub è la Marinella, presente nella zona di Zambrone. Segue Parghelia con il suo maestoso scoglio "La Pizzuta", di fronte a una baia di ciottoli. Subito dopo, Tropea con la famosa zona delle Grotte del Cavaliere, piccole spiagge interrotte da pareti a strapiombo di roccia arenaria. Proseguendo verso nord s'incontra il tratto costiero di Formicoli, caratterizzato da piccoli scogli affioranti a pochi centinaia di metri dalla riva sabbiosa, il cui fondale marino è l'ideale per immersioni e snorkeling. La parte più interna dell'entroterra sale fino ai 1022 metri di altitudine delle Serre. Qui il territorio è meta di escursioni provenienti dalla costa tirrenica e da quella ionica favorite dall'interesse culturale suscitato dalla Certosa di Serra, complesso monastico fondato da San Bruno. La ricchezza paesaggistica del caratteristico entroterra con l'Altopiano del Poro, un paesaggio rurale che ben si presta allo sviluppo di moderne forme di turismo rurale: l'agriturismo, l'escursionismo a carattere sportivo, eno-gastronomico e culturale.

Il centro storico di Vibo Valentia, ubicato ai piedi del castello, comprende palazzi nobiliari, in parte abitati e altri in fase di ristrutturazione, e diverse chiese. Tra queste, la chiesa di Santa Maria Maggiore. Proseguendo verso il centro della città si trova Piazza Garibaldi, dove transitò il grande eroe italiano in occasione della spedizione dei Mille. Interessanti da visitare sono anche i due monumenti più antichi della città l'Arco Marzano e la Porta Torre del Conte d'Apice, due porte del XII secolo; le rovine di "Hipponion" comprendenti le mura e alcune torri e, infine, il Duomo di San Leoluca, edificato sui resti di un'antica basilica bizantina, in tipico stile barocco, decorato da stucchi e ricco di statue in marmo del 500, le cui porte in bronzo, opera di Giuseppe Niglia, raccontano le vicissitudini di questa terra. Vibo Valentia è anche una città moderna e vale la pena fare una passeggiata lungo il Corso Umberto I e immergersi in un’atmosfera attuale in mezzo a negozi e botteghe: il posto ideale per lo shopping. Scendendo verso il mare a Vibo Marina, si possono visitare il castello di Bivona (1442), nato come fortificazione contro le incursioni piratesche, e il complesso architettonico della "Tonnara" del 1885.

La città è ricca di monumenti di grande valore artistico e culturale, a partire dal Duomo, costruito nei primi anni del secolo XVIII e consacrato a San Leoluca, che si erge maestoso davanti alla grande piazza che fronteggia la Villa comunale e presenta una facciata in stile barocco con vaghi accenti rinascimentali. Il tempio fu eretto sui ruderi della chiesa basiliana di Santa Maria Maggiore, alla quale fu inizialmente dedicato, tra il 1680 e il 1723, e fu consacrato nel 1766. Dell'antica chiesa, dove si vuole fosse custodito il sepolcro di San Leoluca, rimangono alcune testimonianze architettoniche di grande pregio: una colonna con capitello, parti di colonnine, capitelli duecenteschi, alcune lastre tombali. Di assoluto rilievo sono le opere presenti: statue marmoree del palermitano Antonello Gagini e tele da lui attribuite a Marco Pino e a Fabrizio Santafede. Sull'altare domina la Madonna della Neve, pregevole scultura in marmo a tutto tondo del XVI; un’apprezzabile Crocifisso ligneo di metà Cinquecento e un busto d'argento dorato raffigurante San Leoluca. Annesso al Duomo è l'elegante e imponente Valentianum, ex convento domenicano ricostruito per volontà di Ettore Pignatelli nel 1455 e completamente restaurato nel 1982. Le sue sale ospitano il Museo d'arte Sacra, dove si possono ammirare importanti sculture provenienti dal Ciborio della Certosa di Serra San Bruno, il sarcofago del patrizio Decio de Suriano (1488), piviali e arredi sacri di ottima fattura meridionale. Notevoli, sono inoltre, i reperti greci e romani custoditi, insieme con i resti dell'antica città, di due templi e della sua cinta muraria. Tra le altre chiese della città si segnalano quella di San Michele, edificata in stile rinascimentale nel 1519, la Chiesa del Rosario, eretta nel 1280, la Chiesa dei Cappuccini e quella di Santa Maria la Nova, in piazza Diaz, lungo corso Umberto.

Il porto di Vibo Valentia è caratterizzato da una doppia funzione: commerciale e turistica. Il porto è interessato da discreti flussi commerciali strettamente connessi alle attività produttive ed agli insediamenti industriali presenti sul territorio della provincia vibonese. Il traffico commerciale in arrivo è costituito principalmente da carburanti e gas destinati ai depositi costieri ed agli stabilimenti presenti nella zona di Vibo Marina, mentre il traffico in partenza è rappresentato essenzialmente da prodotti industriali provenienti dalla limitrofa area industriale (ad esempio dallo stabilimento del Nuovo Pignone). Oltre alle attività commerciali, all'interno del porto esiste un rilevante movimento di imbarcazioni da diporto che usufruiscono dei servizi essenziali, quali accoglienza e rifornimento di carburante. Tale movimento nel periodo estivo raggiunge elevati livelli di presenze e rappresenta un aspetto rilevante per il settore turistico provinciale. Dall'analisi del sistema infrastrutturale portuale si evidenziano alcuni aspetti critici di notevole importanza: il basso pescaggio del porto, che non consente l'accesso alle imbarcazioni di grande stazza e che limita l'espansione dei volumi di traffico commerciale; l'assenza di adeguate infrastrutture di collegamento tra il porto e le reti stradali e ferroviarie; il collegamento viario avviene attraverso la S.P. 12, già interessata, oltre che da congenite carenze infrastrutturali, dal traffico di mezzi pesanti diretti agli stabilimenti ed ai depositi costieri di carburante; il collegamento ferroviario tra l'area portuale e la stazione ferroviaria di Vibo Marina, pur esistendo, non risulta più utilizzato. Il porto di Vibo Valentia Marina si trova nella parte meridionale del Golfo di S. Eufemia, è protetto a ponente da un molo foraneo a gomito e a levante da un molo di sottoflutto a due bracci completamente banchinato (banchina Generale Malta e Molo Cortese). Internamente al bacino portuale ci sono varie banchine (Fiume, Tripoli, Bengasi, Papandrea e Buccarelli) destinate sia alle operazioni commerciali, militari che al diporto. Dalla radice della banchina Generale Malta verso la banchina Fiume ci sono vari pontili galleggianti destinati alle imbarcazioni da diporto.

Percorrendo il pittoresco quartiere medioevale fino alla parte più alta della città, si ha la possibilità di visitare l'antico Castello normanno-svevo fatto costruire da Ruggero il Normanno intorno al 1070, che oggi ospita il Museo Archeologico Statale Vito Capialbi, dal quale si può scorgere un panorama unico che abbraccia il mare e i monti delle Serre. Il Castello normanno-svevo sorge sull'acropoli dell'antica città magno-greca e presenta elementi di varie epoche, frutto delle svariate influenze subite nel corso dei secoli. Il centro storico, ubicato ai piedi del castello, comprende palazzi nobiliari, in parte abitati e altri in fase di ristrutturazione, e diverse chiese. Interessanti da visitare sono anche alcuni dei monumenti più antichi della città: l'Arco Marzano e la Porta Torre del Conte d'Apice, due porte del XII secolo e le rovine di Hipponion, comprendenti le mura e alcune torri. Una visita a parte merita il Museo dell'Arte Sacra, che conserva dipinti e statue dal XVI al XIX secolo tra cui il dipinto di Pino da Siena del 1504 e statue di Antonello Gaggini.



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