BUONVICINO

Il borgo di Buonvicino nacque intorno alla fine del 1200 dall’unione di tre distinti poli abitativi: Salvato, Tripidone e Trigiano. I primi due, di origine ellenica, sorgevano arroccati sulla parete rupestre dello Stretto, il terzo era stato edificato dai romani nell’attuale territorio di Belvedere Marittimo. I tre insediamenti furono inizialmente protagonisti di faide interne, fin quando l’imperatore Michele IV di Costantinopoli diede le terre e i coloni di Trigiano a san Ciriaco, abate del monastero di Santa Maria dei Padri. Da quel momento i rapporti tra le comunità mutarono. Il monastero fu poi nominato eparchia, divenendo punto di riferimento per gli abitanti dei tre nuclei abitativi, dando vita a un nuovo borgo, che secondo gli storici esisteva da prima del 1327 con il nome di “buoni vicini” o “buono vicino” e che poi, per una crasi linguistica, divenne Bomvicino, Bombicino e Bonivicini. Dal 1869 il nome Buonvicino sarà definitivo.

In periodi diversi il paese fu conosciuto per la produzione di zucchero, seta e cedro. Dal 1400 fino al 1700 si lavorava uno zucchero di ottima qualità. La produzione andò scemando dopo la scoperta delle barbabietole (1747) che sostituì la canna da zucchero. Nella seconda metà del 1700 il piccolo borgo si dedicò all'allevamento del baco da seta. Ogni famiglia coltivava il gelso e allevava il baco. Dalla fine del XIX secolo fino al 1970, fiore all'occhiello dell'agricoltura locale fu il cedro. Oggi la cedricoltura, a livello industriale, non è più praticata.

Tra le personalità più illustri che devono i propri natali a Buonvicino si ricorda San Ciriaco (950-1050 d.C.) originario di Tripidone, uno dei casali dai quali nacque Buonvicino. La sua fama raggiunse anche Costantinopoli, dove fu chiamato per curare l’imperatore Michele IV. Altro personaggio degno di essere ricordato è Ippolito Cavalcanti, nato nel 1787, duca di Buonvicino. Si trasferì a Napoli come consulente culinario dei Borboni e fu autore di un libro di cucina molto ricercato dagli appassionati di gastronomia che raccoglieva circa mille ricette. Nelle edizioni del 1837 e del 1848 il ricettario era scritto in puro dialetto buonvicinese.




 


Indirizzo Via Roma n.10
  87020 Buonvicino (CS)
Telefono 0985 85873
Fax 0985 85085
Sito web http://www.comune.buonvicino.cs.it/
 

 

Dalla vetta del monte dove è posta la chiesa si gode un panorama suggestivo, che spazia dal Golfo di Policastro alla Sicilia e al verde riposante dei boschi della catena Appenninica.

Il cuore del centro storico è caratterizzato da suggestivi vicoli e vicoletti che si affacciano verso il mare e sul corso del sottostante torrente Corvino.

Diversi sono i luoghi di interesse naturalistico e culturale.

Serapodolo, in origine chiamato Serapoto, deve il suo nome alle parole greche skiara (asciutto) e potamos (fiume). I greci con questo termine indicavano il tratto di un letto di fiume in secca che arrivava fino alle pendici del monte Guida. Non fu mai abitato dai Greci, che lo utilizzarono per cuocere la calce, produrre il carbone o estrarre la resina da cui ottenere la pece per le navi. La zona è considerata di particolare interesse archeologico pur non essendo ancora stati rilevati reperti.

Piazza dei Greci si trova a 967 metri di altezza sulla cima di Sasso dei Greci. Qui doveva sorgere una roccaforte al tempo della Magna Grecia. Lo studioso Francesco Casella sostiene che la fortificazione fosse l’antica Skidros o Scidro. Questa era la città che sul versante tirrenico, al tempo della grandezza di Sibari, garantiva la sicurezza alla via interna del commercio. Le ricerche hanno individuato il luogo dove sorgeva la fortificazione, riportando alla luce resti di mura di livellamento, pezzi di mattoni, grosse tegole e frammenti di piccoli contenitori di creta.

Salvato è il luogo in cui erano state costruite le primitive abitazioni. Si trova in una radura a oltre 500 metri di altezza. Nella località sono stati ritrovati frammenti di tegole, piatti e resti umani.

Trepidone è il luogo dove un tempo sorgeva l'omonimo casale e in cui sono stati rinvenuti, ai piedi di tre altissime rocce che ricordano i piedi di un tripode, resti di mura in pietra e calce, frammenti di terracotta di origine greca. In questa località era stato ritrovato un rudimentale pugnale in ferro.

Il santuario della Madonna della Neve, costruito nel XVIII secolo, è situato sul Monte della Neve, ad una altezza di 720 metri sul mare. Prima di allora la Beata Vergine si venerava in un’altra chiesa di cui restano solo le rovine nei boschi denominati “Santa Maria”, di fronte al villaggio Tripidone.

La Chiesa Madre, fu edificata nel tardo 500 e dedicata a san Ciriaco abate, patrono del paese. Nella chiesa sono conservate le reliquie del santo, poste in un’urna collocata sotto l'altare maggiore e la statua in argento sull'altare maggiore. Interessanti le colonne a capitello bizantino e i bassorilievi che rappresentano diversi frutti tra cui l'uva e il cedro. L’affresco più importante è al centro della volta e rappresenta san Ciriaco con l'imperatore Michele e la figlia Marina, nell'atto di compiere il miracolo di Costantinopoli.

La Grotta di San Ciriaco, quella in cui il giovane santo si ritirava in preghiera, si trova nei pressi del torrente Corvino ed è caratterizzata da suggestivi giochi di concrezioni.

La Chiesa della grotta di San Ciriaco, posta sopra la grotta, fu costruita tra il 1930 e il 1935 grazie al sacerdote Ciriaco Liserre e alla devozione dei fedeli. La piccola chiesetta bianca ha accanto un campanile le cui campane sono state fuse a Napoli.

Il Museo Civico del Comune di Buonvicino è intitolato “Museo del gusto e delle tradizioni popolari”, ma è conosciuto come MAGB, Museo Arti Gusto Buonvicino. Il Museo è stato inaugurato nel 2014 con l'intento di conservare, valorizzare e tutelare la memoria storica della comunità. La struttura museale ospita i manufatti raccolti da Francesco Casella nell’arco di vent’anni, e coprono uno spazio temporale che va dal X secolo fino ai nostri giorni.



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