Buonvicino (CS)

Un paradiso ai piedi del Pollino

Buonvicino è un piccolo borgo situato all'interno del Parco Nazionale del Pollino in provincia di Cosenza.
 
Il centro sorge su di uno sperone roccioso, in posizione panoramica rispetto alla vallata sottostante.
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Nel territorio di Buonvicino vive un ecosistema unico, con rocce, piante, animali, suoli che mutano scenario a seconda della posizione e delle stagioni.
 

In parte montano e in parte dislocato nella valle del fiume Corvino, il territorio di Buonvicino arriva quasi a lambire il Tirreno nei pressi di Diamante ed è cinto da ulivi secolari nella fascia collinare, profumato dalle verdi cedriere lungo il corso del fiume, incorniciato da magnifici boschi sulle alture, e ospita, nelle zone più elevate, il "pino loricato", un sopravvissuto dell'ultima glaciazione, assurto a simbolo del Parco Nazionale del Pollino. Al suo interno vive un ecosistema unico, con rocce, piante, animali, suoli che mutano scenario a seconda della posizione e delle stagioni. Le pendici delle montagne sono ricamate da faggi, castagni, cerro, e tappezzate da funghi, di frutti e di erbe aromatiche, popolati da fauna in via di estinzione come il Lupo appenninico. La popolazione locale conserva ancora usi e tradizioni di antica origine, rivelando il carattere etnico di una cultura autoctona e di una identità fortemente radicate.


 
Buonvicino
 

Il borgo antico sorge su uno sperone roccioso all’interno del Parco nazionale del Pollino. Un dedalo di viuzze, “sporti” e scalinate su cui si affacciano portali di buona fattura, accoglie i visitatori. Le case del centro storico sono addossate le une alle altre, con caratteristiche simili a molti altri piccoli borghi del Parco Nazionale del Pollino. Sull'impianto medioevale si sviluppano le abitazioni costruite sui dirupi a strapiombo, con archi e supporti dominano nella visione prospettica delle stradine, mentre le case più signorili e i palazzotti portano il segno delle differenti epoche anche attraverso i portali. 
Nel centro storico sorge il palazzo De Paola dei baroni di Malvito, come degni di nota sono anche i tre palazzi nobiliari attribuiti alla famiglia Cauteruccio. Il primo è abbandonato nella piazzetta XVII Settembre; il secondo, acquisito dal Comune, è ora sede del Museo Arti e Gusto Buonvicino; il terzo, acquistato da privati, ha dato vita, insieme ad altri immobili, al Borgo dei Greci, il primo Albergo Diffuso del Parco del Pollino.

Da Buonvicino partono numerosi sentieri naturalistici situati nel Parco Nazionale del Pollino, la più vasta area protetta d’Italia, e anche quella che interpreta al meglio il concetto anglosassone di wilderness: un’area naturale dove la presenza dell’uomo è rarefatta e il panorama comprende solo verde, spazio, cielo e roccia. Nella valle del Corvino si può visitare la grotta in cui visse da anacoreta San Ciriaco Abate tra il X e l’XI secolo. La piccola chiesetta bianca annessa si trova sopra la grotta dove il giovane San Ciriaco si ritirò in preghiera ed ha accanto un campanile le cui campane sono state fuse a Napoli.
 Risalendo la montagna, a 800 m d’altitudine si trova il santuario della Madonna della Neve.
A valle del villaggio di Serapodolo, nei cui pressi hanno il loro habitat cinquanta tipi di orchidea selvatica, si raggiunge il Sasso dei Greci, un antico insediamento di origine ellenica.

 
Buonvicino
 
Museo Arti Gusto Buonvicino MAGB

Il Museo si trova all'interno di un palazzotto di proprietà comunale recentemente ristrutturato, nel cuore del centro storico. La struttura espone numerosi attrezzi e strumenti della tradizione contadina: 350 pezzi raccolti e catalogati nel corso di più di 30 anni. Al primo piano la biblioteca e il salone per proiezioni ed incontri, completano la proposta di un museo che coniuga tradizione e contemporaneità ed evidenzia le sue peculiarità nella qualità ed accuratezza degli arredi, in parte realizzati artigianalmente e in parte espressione della più avanzata tecnologia moderna.

Il Museo racchiude la storia del paese in cinque sezioni tematiche: archeologia (testimonianze degli insediamenti bizantino e longobardo venuti alla luce presso il Sasso dei Greci), arte popolare (documentazione dei mestieri del territorio), arte sacra, arte contemporanea e beni ambientali. Una sala è dedicata a Ippolito Cavalcanti, vissuto a cavallo tra XVIII e XIX secolo, duca di Buonvicino e gastronomo alla corte dei Borboni, autore del Trattato di cucina teorico-pratica contenente più di mille ricette.

 
Buonvicino
 
Valle del Corvino e Serapodolo

Il fiume Corvino, che unisce Buonvicino a Diamante, offre moltissime possibilità di fruizione turistica, dando luogo ad itinerari naturalistici, culturali, religiosi, archeologici. Dalla sorgente alla foce attraversa ambienti naturali diversi per clima e caratteristiche morfologiche che, in tempi passati, hanno fiorenti attività produttive quali la coltivazione della canna da zucchero, l’allevamento del baco da seta, la coltivazione dei fichi e del cedro, ampiamente diffusi su tutta la riviera. Lungo il percorso, addentrandosi nella vallata si entra nel Serapodolo, un'ampia area naturale a fitta vegetazione boschiva ricca di faggeti degli Appennini, che si distingue per la presenza del Lupo.

 
Buonvicino
 
Il Santuario di Madonna Della Neve

Il Santuario è situato sul Monte della Neve, ad un’altezza di 720 metri metri sul livello del mare. 
Nel corso degli anni la chiesa è stata ampliata, decorata ed è diventata meta di pellegrini, soprattutto in occasione della festa del 5 agosto. Dalla vetta del monte, dove è posto il Santuario, si gode una vista unica, che spazia dal Golfo di Policastro alla Sicilia e sul verde riposante dei boschi della catena Appenninica, in un fantastico spazio panoramico.

 
Buonvicino
 
Gastronomia

Nel periodo pasquale la cultura gastronomica si intreccia con quella religiosa: è tradizione trascorrere la Pasquetta nel Parco del Pollino portando con sé pietanze come la pasta al forno, il capretto con patate al forno, la frittata di asparagi, ‘a pizzatua dolce o salata.
Il 4 e il 5 agosto si celebra la festa dedicata alla Madonna della Neve a 800 metri in quota tra tarantelle e piatti tipici. Segue, a metà settembre, la festa patronale: San Ciriaco è portato in processione nella valle del Corvino, dove lo si ricorda mangiando fusilli con sugo di carne di capra, baccalà e peperoni fritti, spezzatino e trippa di capra.
Rapsodia d’Autunno è la serata che i ristoranti dedicano alle ricette di Ippolito Cavalcanti, l’Artusi meridionale. Seguono le feste di Natale, dove protagonisti sono i dolci come le chinuule, i cannariculi e le crespelle.

 


 


Indirizzo Via Roma n.10
  87020 Buonvicino (CS)
Telefono 0985 85873
Fax 0985 85085
Sito web http://www.comune.buonvicino.cs.it/
 

 

Dalla vetta del monte dove è posta la chiesa si gode un panorama suggestivo, che spazia dal Golfo di Policastro alla Sicilia e al verde riposante dei boschi della catena Appenninica.

Il cuore del centro storico è caratterizzato da suggestivi vicoli e vicoletti che si affacciano verso il mare e sul corso del sottostante torrente Corvino.

Diversi sono i luoghi di interesse naturalistico e culturale.

Serapodolo, in origine chiamato Serapoto, deve il suo nome alle parole greche skiara (asciutto) e potamos (fiume). I greci con questo termine indicavano il tratto di un letto di fiume in secca che arrivava fino alle pendici del monte Guida. Non fu mai abitato dai Greci, che lo utilizzarono per cuocere la calce, produrre il carbone o estrarre la resina da cui ottenere la pece per le navi. La zona è considerata di particolare interesse archeologico pur non essendo ancora stati rilevati reperti.

Piazza dei Greci si trova a 967 metri di altezza sulla cima di Sasso dei Greci. Qui doveva sorgere una roccaforte al tempo della Magna Grecia. Lo studioso Francesco Casella sostiene che la fortificazione fosse l’antica Skidros o Scidro. Questa era la città che sul versante tirrenico, al tempo della grandezza di Sibari, garantiva la sicurezza alla via interna del commercio. Le ricerche hanno individuato il luogo dove sorgeva la fortificazione, riportando alla luce resti di mura di livellamento, pezzi di mattoni, grosse tegole e frammenti di piccoli contenitori di creta.

Salvato è il luogo in cui erano state costruite le primitive abitazioni. Si trova in una radura a oltre 500 metri di altezza. Nella località sono stati ritrovati frammenti di tegole, piatti e resti umani.

Trepidone è il luogo dove un tempo sorgeva l'omonimo casale e in cui sono stati rinvenuti, ai piedi di tre altissime rocce che ricordano i piedi di un tripode, resti di mura in pietra e calce, frammenti di terracotta di origine greca. In questa località era stato ritrovato un rudimentale pugnale in ferro.

Il santuario della Madonna della Neve, costruito nel XVIII secolo, è situato sul Monte della Neve, ad una altezza di 720 metri sul mare. Prima di allora la Beata Vergine si venerava in un’altra chiesa di cui restano solo le rovine nei boschi denominati “Santa Maria”, di fronte al villaggio Tripidone.

La Chiesa Madre, fu edificata nel tardo 500 e dedicata a san Ciriaco abate, patrono del paese. Nella chiesa sono conservate le reliquie del santo, poste in un’urna collocata sotto l'altare maggiore e la statua in argento sull'altare maggiore. Interessanti le colonne a capitello bizantino e i bassorilievi che rappresentano diversi frutti tra cui l'uva e il cedro. L’affresco più importante è al centro della volta e rappresenta san Ciriaco con l'imperatore Michele e la figlia Marina, nell'atto di compiere il miracolo di Costantinopoli.

La Grotta di San Ciriaco, quella in cui il giovane santo si ritirava in preghiera, si trova nei pressi del torrente Corvino ed è caratterizzata da suggestivi giochi di concrezioni.

La Chiesa della grotta di San Ciriaco, posta sopra la grotta, fu costruita tra il 1930 e il 1935 grazie al sacerdote Ciriaco Liserre e alla devozione dei fedeli. La piccola chiesetta bianca ha accanto un campanile le cui campane sono state fuse a Napoli.

Il Museo Civico del Comune di Buonvicino è intitolato “Museo del gusto e delle tradizioni popolari”, ma è conosciuto come MAGB, Museo Arti Gusto Buonvicino. Il Museo è stato inaugurato nel 2014 con l'intento di conservare, valorizzare e tutelare la memoria storica della comunità. La struttura museale ospita i manufatti raccolti da Francesco Casella nell’arco di vent’anni, e coprono uno spazio temporale che va dal X secolo fino ai nostri giorni.



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