LOCRI

In prossimità del mare sorge Locri, alle pendici dell'Aspromonte, in un'area intensamente popolata della provincia di Reggio Calabria. Il territorio si estende fino alla Riviera dei Gelsomini, l'area costiera ionica che deve il suo nome alla coltivazione del gelsomino, fiorente sin dagli anni '20. Questa località è famosa per la presenza dell'importante area archeologica di Locri Epizephyrii, situata a poca distanza dal nuovo centro cittadino, ed è definita il pilastro dell'archeologia calabra. Patria di Zaleuco, primo legislatore del mondo occidentale, e di Nosside, poetessa soave e amorosa, Lokroi, colonia greca fondata alla fine dell'VIII sec. a.C. da alcuni profughi greci che si stabilirono lungo la costa, è stata una delle più importanti città della Magna Grecia di Calabria. Fondata da coloni greci della Locride tra l'VIII e il VII sec. a.C. su una pianura lungo la costa dello Ionio, la splendida colonia di Locri Epizefiri fu una delle protagoniste dell'inquieta vita politica e artistica della Magna Grecia, ma sopravvisse per tutto il periodo romano e tardoantico finché le incursioni arabe e la malaria non ne decretarono l'abbandono. La Gastronomia locale è varia, con piatti tipici che mantengono vivi gli usi e le tradizioni della zona. Sviluppata è inoltre la produzione di vari tipi di liquori fatti in casa (limoncello, mix di agrumi, nocini). Dalla presenza di secolari uliveti e numerosissimi frantoi, antichi e moderni, si ricava un olio molto pregiato, che è alla base dell'economia aspromontana.




 


Indirizzo Via G. Matteotti, 152
  89045 Locri (RC)
Telefono 0964 391406
Fax 0964 21688
Sito web http://locri.asmenet.it/
 

 

L'area archeologica, che si estende per oltre 230 ettari, è divisa in due settori: a monte la parte pubblica, con l'agorà, i templi e gli edifici della collettività, e verso il litorale la zona residenziale e artigianale, con abitazioni, fornaci e pozzi. Nelle sale dell'Antiquarium sono esposte ricche collezioni di oggetti e reperti dei templi ionici e dorici della città antica; all'esterno vi è l'accesso alla zona archeologica del tempio di Marasà e degli scavi di Centocamere. In contrada Marasà si possono visitare i resti del più monumentale fra i templi della città sorto nel 480 a.C. e, sulle pendici del colle, si può ammirare il Teatro, di tipico modello greco, riadattato in età romana Da visitare anche La casa dei Leoni, con portici e decorazioni, rinvenuta durante gli scavi e il Santuario di Afrodite, dove sono stati scoperti 37 pozzi sacri con resti di sacrifici e oggetti votivi. In località Mannella sono visibili i resti del Santuario di Persefone della seconda metà del V secolo a.C..

Le terme di Antonimina-Locri erano già note e apprezzate nell'antichità. Il moderno complesso termale di Antonimina-Locri, costruito sul finire dell'Ottocento e recentemente ammodernato e ampliato, è situato in una zona collinare a pochi chilometri dal Mar Ionio e dall'Aspromonte, in un territorio di notevole bellezza paesaggistica, ricco di siti archeologici di grande fascino e interesse. Le acque termali, dette anche Acque sante locresi, sono classificate come termominerali, isotoniche e leggermente sulfuree, ideali per bagni, fanghi, aerosolterapia, nebulizzazioni, irrigazioni, insufflazioni e docce, cure estetiche, massaggi e idromassaggi. Sgorgano a 35° e sono consigliate per la cura della sterilità femminile, per le malattie dell'apparato respiratorio e circolatorio. La struttura termale comprende anche campi da tennis, calcetto, campi di bocce, basket, pallavolo, equitazione, dancing e discoteche, per coniugare la ricerca del benessere psico-fisico al divertimento.

La sua posizione sul mare, con le vaste spiagge che si estendono per chilometri, il mare pulito, la sua sorgente dei bagni termo-minerali di particolare efficacia curativa, le numerose strutture turistico-ricettive, fanno di Locri una stazione balneare molto frequentata.

Il Museo Nazionale di Locri Epizefiri, creato nel 1971 ai margini della città antica, custodisce alcune collezioni archeologiche già depositate nella struttura Museo Civico, soppressa nel 1969, e numerosi ed importanti reperti rinvenuti negli scavi condotti a Locri dagli anni '50 ad oggi, soprattutto nell'abitato in contrada Centocamere, nei santuari delle contrade Marasà, Parapezza, Mannella, nelle necropoli delle contrade Lucifero e Parapezza e in altre località del territorio locrese. Il museo offre un panorama completo degli scavi dell'antica Locri Epizefiri introducendo alla visita delle aree di scavo aperte al pubblico, ed è in continuo accrescimento grazie ai ritrovamenti delle nuove campagne di scavo che hanno interessato in particolare alcuni importanti edifici di età imperiale romana nel cuore della città antica. Di visitare inoltre la Pinacoteca e Museo delle Arti, che raccoglie oli, disegni e sculture di Antonio Trifoglio, Pasquale Panetta e di altri artisti nazionali e internazionali.



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