RIACE

Il paese di Riace si trova in un'area di notevole interesse turistico. Si sviluppa in due nuclei abitativi: Riace Marina sul mare e Riace Borgo sulla collina sovrastante. Il 16 agosto del 1972, un subacqueo romano, in vacanza su queste spiagge, scoprì, per caso, le due grandi figure di guerrieri I Bronzi di Riace, adagiate sul fondo del mare a 7/8 metri di profondità e non più lontano di 300 metri dalla costa. Solo qualche giorno più tardi si la scoperta si rivelò uno dei più importanti ritrovamenti archeologici degli ultimi decenni. I Bronzi, due colossali e intatte statue di bronzo di ambiente attico, risalenti alla prima metà del V secolo a.C., furono esposte all'ammirazione del pubblico la prima volta nel 1981 al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, ed hanno rappresentato un importante elemento per il rilancio turistico della regione. Sembra che le origini del nome Riace siano da attribuire a un diminutivo del volgare greco-bizantino Ryaki (piccolo ruscello). Nel tempo il nome subì qualche modifica. Si chiamò, infatti, Reatinum, Reatino, Reace e, infine, assunse l'attuale denominazione Riace. Si pensa, infatti, che il piccolo centro abitato sia stato, ai primordi, un centro di vita basiliana, incrementato dall'afflusso della popolazione che viveva sulla costa, abbandonata a causa di incursioni militari e per la conseguente insalubrità delle condizioni di vita.




 


Indirizzo Piazza Municipio
  89040 Riace (RC)
Telefono 0964 733002
Fax 0964 778016
Sito web http://www.comune.riace.rc.it/
 

 

I Bronzi di Riace

La particolarità che rende il nome di Riace famoso in tutto il mondo è l’essere stato luogo del ritrovamento dei Bronzi, che prendono il nome proprio dal piccolo borgo affacciato sul mar Ionio.

Si tratta di due imponenti statue greche che furono riportate alla luce nel 1972 grazie a Stefano Mariottini, un appassionato subacqueo, che vide emergere dal fondale qualcosa che “assomigliava vagamente a un braccio umano”.

A recupero avvenuto, i Bronzi furono sottoposti a un lungo lavoro di pulitura e a delicate operazioni di restauro effettuate in più riprese. Da allora, tranne che per qualche breve periodo, la loro “casa” è sempre stata il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria.

Le statue furono convenzionalmente denominate dagli archeologi Bronzo A e Bronzo B, ma altri le chiamano, in modo decisamente più suggestivo, il Giovane e il Vecchio o l’Eroe e lo Stratego.

I Bronzi, la cui realizzazione può essere fatta risalire al V secolo a.C., furono probabilmente prelevati dai Romani dopo la conquista della Grecia e trasportati verso Roma con una nave che fece naufragio nel mar Ionio, presso la costa calabrese.

La meraviglia che si prova oggi entrando nella sala dei Bronzi è una sensazione che non si può descrivere con le parole, ma che deve essere sperimentata in prima persona.

Riace Marina è una meta turistica molto ambita, per il mare limpido e la spiaggia sabbiosa e dorata di una bellezza incomparabile, dove la balneazione si può prolungare fino al mese di ottobre per le alte temperature delle acque.

Seppur gravemente danneggiato dal terremoto del 1783, l'abitato conserva una struttura medievale e tratti delle mura difensive. L'antico borgo conserva tratti della cinta muraria e delle porte d'ingresso, oltre a edifici sacri di origine medievale rimaneggiati nel corso dei secoli, quali la chiesa di S. Nicola di Bari, di Santa Caterina e dei Santi Cosma e Damiano. Fu l'egumeno Bartolomeo, figlio del conte normanno Ruggero, a volere la realizzazione del Santuario dedicato ai SS. Cosma e Damiano, santi medici della cultura bizantina e poi normanna. Durante le invasioni barbariche furono edificate le mura di protezione del borgo, con torri di controllo e porte di accesso. Gravemente danneggiata dal terremoto del 1783, la cittadina fu ricostruita seguendo la logica architettonica medievale. Palazzo Alvaro si trova immerso in un giardino di palme e alberi secolari. Palazzo Campoliti presenta un edificio su due livelli, il cui portale ad arco in pietra ha bugne rettangolari e a punta di diamante. Palazzo Pinnarò è oggi Museo Etnografico, realizzato su due livelli, con pregiati balconi in ferro battuto. Riace si può fregiare del titolo di Borgo Autentico 2011.



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