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1°STREET RACERS TUNING DAY

Data/Ora: dal 03/09/2017 ore 09.30, al 03/08/2017
03/09/2017

Ecco il tanto aspettato primo evento in assoluto firmato Street Racers Tuning Club Cs.
Il raduno, grazie all'associazione universitaria "Agos"(Associazione Guida&Orientamento Studenti), avrà luogo all'università della Calabria a Rende (Cs) giorno Domenica 3 Settembre 2017. L'evento è tappa ufficiale "Emma Italia" , patrocinato da "Elaborare" e sarà ricco di gare tunning. All'interno del raduno ci saranno punti ristoro con area relax, stand e intrattenimento con auto d'epoca e moto, fotografo con drone per immortalare i momenti più belli della giornata e tanto altro ancora. L'evento avrà inizio alle ore 09:30 del mattino con apertura iscrizioni. Dalle ore 13:00 alle 15:00 pausa pranzo. Alle ore 16:00 si chiuderanno le iscrizioni ed avranno inizio le gare. Alle ore 19.30 premiazioni, foto ricordo, annunci sponsor e ringraziamenti. Ulteriori info qui.




 


Rende, come molte città calabresi, è ricca di luoghi sacri dal grande fascino artistico e spirituale. Il Santuario Maria Santissima di Costantinopoli è stato edificato intorno al 1600, ma l’attuale configurazione risale al 1719. L'esterno ha una facciata a capanna, nella parte superiore è presente un finestrone a vetri colorati raffigurante la Vergine di Costantinopoli con il Bambino. Sul lato destro è la sagrestia, sormontata dal campanile. L'interno è a croce latina, ed è ricco di decorazioni che fanno da corona ad un altare in marmi policromi. All'altezza del transetto si può ammirare la cupola con la Madonna di Costantinopoli in Gloria, affrescata a tempera da Achille Capizzano. All'interno si trova una cappella dedicata a Maria Santissima di Costantinopoli, con la statua della Vergine e un'icona dipinta ad olio su rame, comunemente detta Macchietta. Il 15 maggio 1978, su decreto dell'Arcivescovo di Cosenza Mons. Enea Selis, la chiesa è stata elevata agli onori di Santuario. Di notevole pregio, sono i dipinti su tela e su tavola presenti nella Chiesa: nella cantoria troviamo ad opera di Cristoforo Santanna l'Allegoria della Madonna di Costantinopoli databile 1777. Il Santuario è provvisto di uno spazio musealizzato dove sono esposti paramenti sacri, utilizzati nei secoli passati per officiare la Santa Messa. Nel museo sono esposti inoltre diversi argenti di notevole pregio come Pissidi, Calici, Croci, Ostensori databili intorno al XVII/XVIII secolo. Adiacente al Villaggio Europa sorge la chiesa dedicata a San Carlo Borromeo. Le grandi dimensioni della struttura rendono visibile, anche da molto lontano, la particolare cupola semisferica, che raggiunge i 30 metri d’altezza. La struttura geometrica si concretizza in un effetto visivo di grande suggestione. L’ingresso aperto sulla facciata è provvisto di un portale superiore. All’interno sono poste 21 colonne e nell’aula possono trovare spazio oltre 500 persone con ampia libertà di movimento. Di notevole fattura le immagini del percorso di Gesù. La chiesa di San Francesco d'Assisi e Santa Maria delle Grazie, con annesso convento, risale al 1500. Restaurata più volte, mantiene un aspetto barocco. La facciata esterna presenta una scalinata a semicerchio che consente di giungere nell’atrio del convento dove sono ancora presenti alcuni affreschi, anche se molto sbiaditi. All’interno della chiesa sono invece conservate opere di Cristoforo Santanna, Francesco De Mura ed altri pregevoli quadri di autore ignoto, nonché sculture in legno ed altre in marmo di notevole fattura. La chiesa matrice di Santa Maria Maggiore si trova alla fine del corso che la collega direttamente al Castello e fu costruita nel XII secolo. La chiesa è a croce latina con tre navate e sopra il portale principale vi è un rosone della stessa epoca. I terremoti e l’usura del tempo hanno costretto i restauratori a coprire le vecchie colonne con pilastri rettangolari che però non ne intaccano la bellezza. All’entrata sono visibili, scolpiti nella pietra, due fregi: un libro aperto, a destra; due chiavi incrociate, a sinistra. All’interno è possibile trovare inoltre molte opere d’arte, tra cui quadri di Cristoforo Santanna, Giuseppe Pascaletti e Giuseppe Grana, sculture in legno e marmo. La Chiesa del Ritiro è dedicata a San Michele Arcangelo e risale al periodo normanno. Restaurata più volte, della facciata originale rimane il portale con le due colonne ai lati. La pianta è a croce greca e su ciascun lato vi sono delle cappelle in stile barocco. Sotto i quattro archi che formano la cupola sono state poste quattro statue che raffigurano la Prudenza, la Fortezza, la Giustizia, la Temperanza. Numerosi quadri, alcuni dei quali di Pascaletti e di Santanna, abbelliscono la chiesa. Inoltre all’interno sono conservate sculture in legno e marmo, tra cui la statua lignea di San Giacomo, qui portata dalla chiesa dell’Assunta quando questa fu distrutta da un terremoto. Immediatamente sotto il castello, sull’antica piazza del Seggio, si erge la chiesa settecentesca di stile barocco del Rosario. Sulla facciata, interamente in pietra tagliata, risaltano quattro nicchie a conchiglia e gradevoli decorazioni che la rendono una delle chiese più belle del territorio. All’interno sono custoditi oggetti di grande valore, molti dei quali presenti nell’Inventario degli oggetti d’arte in Italia. Da ammirare, durante le festività natalizie, il presepe con statuette del 1700.

Il castello di Rende fu costruito nell’attuale sito nel 1095 per ordine di Boemondo d’Altavilla, che lo elesse come propria base prima di partire per la prima crociata nell’agosto del 1096. La realizzazione del maniero a Rende era l’inizio di un progetto più ampio ipotizzato anni prima da Roberto il Guiscardo, padre di Boemondo, che desiderava realizzare una linea difensiva nella valle del Crati con roccaforti a Bisignano, Montalto Uffugo, Rende e Cosenza. La particolare morfologia del colle dove fu eretto il “Gigante di Pietra” garantiva una postazione estremamente facile da difendere: i ripidi pendii, che si stagliano verso l’alto a formare un cuneo, garantirono una tale sicurezza che si ritenne superflua la realizzazione di un fossato e del ponte levatoio. Il castello fu invece fornito di piccole finestre e molte feritoie, dalle quali potevano essere usati archi e balestre; inoltre sotto il cortile esterno fu realizzata un’enorme cisterna per la raccolta dell’acqua piovana che garantiva un sicuro approvvigionamento durante gli assedi. Invalicabili mura di cinta, spesse alla base più di due metri, garantivano la protezione delle case, delle chiese, e delle altre strutture difensive, in particolare il castello con la torre centrale e altre due torri, poste ai lati. Le tre torri rappresentano lo stemma del comune, probabilmente la loro prima comparsa come gonfalone comunale avvenne nel 1222 per l’inaugurazione del duomo di Cosenza alla presenza di Federico. Tuttora nell’atrio del castello è possibile ammirare due stemmi araldici appartenenti a due delle famiglie succedutesi nella proprietà del castello: i Magdalone e gli Alarçon de Mendoza. Il castello, di proprietà del comune dal 1922, è oggi sede del Municipio. Di fronte, in alto, è visibile lo stemma comunale, con sotto l'iscrizione: Urbs celebris, quondam sedes regalis, Arintha - Celebre città, antica sede reale, Arintha.

Nel centro storico di Rende, nell’antico Palazzo Zagarese, è allestito il Museo Civico cittadino, realizzato con la consulenza di R. Lombardi Satriani. I locali stessi sono degni di nota, trattandosi di un importante edificio della storia rendese. Oggi il Museo Civico di Rende è suddiviso in due sezioni, quella Folcloristica e quella Pittorica. L’area dedicata alla cultura popolare contiene circa tremila reperti distribuiti in nove sottosezioni tematiche allestite in altrettante sale: in esse sono ricostruiti i luoghi-simbolo della vita di un tempo, dalle stanze da letto ai laboratori tessili, dalle botteghe artigiane alle case dei pastori. Molti anche i documenti fotografici e testuali del mondo contadino oltre alla collezione di costumi tradizionali: una particolare attenzione è prestata alla cultura degli albanesi e dei grecanici di Calabria. La sezione dedicata all’arte moderna e contemporanea, intitolata al pittore rendese Achille Capizzano, raccoglie dipinti di vari artisti di grande nome. Una prima sottosezione è dedicata ad autori nativi dell’Italia Meridionale tra il Quattrocento e l’Ottocento, dove trovano posto artisti come Mattia Preti, Pascaletti e Santanna. La seconda sottosezione ospita invece tele di pittori italiani contemporanei, da Carrà a De Chirico, da Sironi a Renato Guttuso. La costituzione di un Museo permanente dell´Otto e del Novecento, con particolare riguardo all´area calabrese e meridionale, è la naturale conseguenza degli interessi e dell´attività del Centro “A. Capizzano” che dopo sei anni di attività di mostre si avvia a dotarsi di raccolte stabili sui periodi e gli artisti degli ultimi duecento anni. La creazione di un archivio documentario (altre alle opere d´arte, con cataloghi, manifesti di mostre, foto, video, ecc) sui tanti autori e sugli avvenimenti che hanno segnato la storia dell´arte dal periodo romantico a quello attuale, colma una lacuna nelle istituzioni culturali che si occupano poco dell´arte moderna e contemporanea. Il Museo, sostenuto dalla Regione Calabria e dal Comune di Rende, è convenzionato con la Provincia di Cosenza e gode del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico della Calabria. Il Museo del Presente è un centro polivalente di attività culturali ed espressioni artistiche di ogni genere in un random di installazioni e mostre. Un museo non-museo, non un museo archivio che conserva, ma un museo che cattura emozioni ed immaginazione, che cattura il presente, mettendolo in mostra tra gallerie espositive e sale attrezzate con arredi e strumenti tecnologici. Museo del Presente, un nome, quasi un ossimoro, per una struttura innovativa, dove il mutamento di ogni singolo istante diventa storia e si rende visibile. Situato nella zona nuova di Rende, è realizzato in un edificio di 1500 mq suddiviso in 8 sale, differenti l’una dall’altra per spazio e allestimenti. Le sale sono identificate da nomi di città a vario titolo rappresentative del nostro presente (Sala Tokyo, Sala Sarajevo, sala Singapore, Sala Rio). I due saloni espositivi, Trantor ed Eudossia, prendono il nome rispettivamente da “Il ciclo delle Fondazioni” di Asimov e da “Le città invisibili” di Calvino. Al piano terra si trova la Sala Tokyo adibita a conferenze, convegni, presentazioni libri, proiezioni e l’Internet Cafè con nove postazioni fisse di navigazione. Il primo piano è suddiviso in due sezioni: il Laboratorio dei pensieri, dove trova spazio la Sala Lettura, la Sala convegni e la Sala riunioni; il Belvedere delle Scienze e delle Arti composto da due saloni espositivi attrezzati con pannelli movibili capaci di modellarsi per rispondere alle esigenze di esposizioni ed installazioni. L’intera area del museo è coperta da rete wireless.




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