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IL FESTIVAL DEL FUMETTO "LE STRADE DEL PAESAGGIO"

Data/Ora: dal 22/09/2017 ore 15.00, al 24/09/2017
22/09/2017

Il Festival del fumetto “Le Strade del Paesaggio” si svolge ogni anno a settembre a Cosenza ed è organizzato dalla Società Cooperativa Cluster. Partendo dal Museo del Fumetto, il centro storico viene ridisegnato attraverso l'opera di grandi maestri del fumetto. Tra gli obiettivi del Festival la creazione di un forte legame tra il mondo dell’arte sequenziale e il racconto del territorio di appartenenza. Tra gli artisti che in questi dieci anni sono stati ospiti ricordiamo Milo Manara, Tanino Liberatore, Angelo Stano, Marina Comandini, Bruno Brindisi, Davide Toffolo, Enrique Breccia. Attraverso la maestria del disegno e della parola, hanno raccontato storie antiche o popolato le strade della città con supereroi e cowboys. Grazie alla popolarità di personaggi cult, come Martin Mystère e Dylan Dog, le tradizioni e la cultura del territorio sono arrivate agli occhi di tanti nuovi lettori. Workshop con videomaker, sceneggiatori, disegnatori e artisti del calibro di Rak, Luca Raimondo, Ivo Milazzo hanno indicato nuove strade da percorrere ai giovani del territorio. Inoltre, dal 2014, l’offerta del festival è stata arricchita con l’inserimento di ampi spazi dedicati a cosplayers, youtubers, appassionati di video-games, giochi da tavolo e di ruolo. Laboratori, incontri, spettacoli, racconto del territorio e decine di mostre, hanno lasciato una traccia profonda nella storia del Festival del fumetto dimostrando la validità del progetto e, nel suo divenire, indicato le coordinate per gli sviluppi futuri.




 


Cosenza sorge su sette colli, alla confluenza del fiume Crati con il Busento. La parte antica, un tempo fulcro politico ed economico, è tornata a rivivere negli ultimi decenni grazie ad un'opera di ristrutturazione ancora in corso. Dalla chiesa di S. Domenico, attraversando il ponte Mario Martire, si intraprende un percorso che riporta indietro nel tempo. Imboccando Corso Telesio, con le sue botteghe rimesse a nuovo, e sbirciando nei vicoli che si snodano lungo piccole scalinate, si arriva nel cuore del centro storico, dove si trova Piazza Duomo, denominata anche Piazza degli Speziali o degli Aromatari, per la presenza in passato di una corporazione di farmacisti, speziali e droghieri. Tra i numerosi tesori artistici di inestimabile valore, si segnalano in Cattedrale l'antichissima croce-reliquario bizantina del sec. XII e la cappella della Madonna del Pilerio, patrona della città. Arrivando a piazza Parrasio si possono ammirare i più recenti ritrovamenti di Piazza Toscano. Giunti in piazza Prefettura, lo sguardo si perde a contemplare le bellezze architettoniche: il Teatro Rendano, il Palazzo del Governo, e la Villa Vecchia con i suoi alberi secolari. Dal Colle Pancrazio, il Castello Normanno-Svevo domina il centro storico, con i suoi quartieri medioevali e la città nuova che si estende fino a Rende e si disperde nella valle dove appare maestoso il Pollino. Costeggiando le mura della villa si ridiscende in Piazza Spirito Santo e poi a Lungo Crati, dove il 19 marzo di ogni anno si svolge la fiera di S. Giuseppe; proseguendo lungo il fiume si arriva in Piazza dei Valdesi dove la sosta è obbligatoria per assaggiare il più famoso gelato della città e procedere quindi a far visita a un'altra delle più belle chiese del centro storico: S. Francesco di Assisi, all'interno della quale sono presenti capolavori del '400 e '600. In questa chiesa ogni anno viene allestito un presepe che si visita passandoci dentro. Cosenza è piena di monumenti e palazzi dall’alto valore storico e culturale, ogni angolo della città nasconde tesori da visitare e apprezzare. A cominciare dalla stupenda piazza XV Marzo sulla quale si affacciano l'Accademia Cosentina, fondata da Aulo Giano Parrasio nel 1501, Il Teatro Rendano, il Palazzo della Provincia, il Museo Civico e la Biblioteca. Di grande interesse artistico è la Galleria Nazionale ospitata presso Palazzo Arnone, nel centro storico della città, dove si possono ammirare opere di Andrea Vaccaro, Francesco de Mura, Pacecco de Rosa, Corrado Giaquinto e altri. Per finire vale la pena fare una passeggiata lungo il MAB, Museo all’Aperto Bilotti, che percorre l’arteria principale dalla città, disseminata di opere d’arte dall’indubbio valore artistico, ispirate alla produzione di grandi autori quali Giorgio De Chirico, Salvador Dalì, Mimmo Rotella e Giacomo Manzù. Un autentico viaggio a cielo aperto nell’esaltazione del puro godimento estetico, un’occasione imperdibile e una grande percorso didattico che favorisce l’apertura dei sensi ad un’atmosfera di cultura e civiltà.

Degna di menzione è la Cattedrale, ricostruita dopo il terremoto del 1184 sui resti di un edificio paleocristiano ed inaugurata alla presenza di Federico II, durante l'episcopato del monaco cistercense Luca Campano. Secondo la tradizione lo Svevo donò al duomo la preziosa Croce bizantina o Stauroteca. La cattedrale conserva le spoglie di Enrico VII di Svevia, figlio di Federico II, morto a soli 31 anni nella città di Martirano nel 1242. L'antica Cattedrale fu profondamente danneggiata dai terremoti del 1638, 1783 e del 1854. L'edificio oggi visibile, pur conservando tracce evidenti del periodo medievale, come i portali d'ingresso e i contrafforti esterni, è il frutto dei numerosi e importanti rifacimenti seguiti ai violenti sismi che colpirono la città. All'interno si segnalano il Sepolcro di Isabella di Aragona di età gotica, il sarcofago di Meleagro ed Atalanta, il Crocifisso in legno detto dei Telesio, una tela dell'Immacolata di Luca Giordano. Adiacente alla cattedrale vi è il Palazzo arcivescovile che custodisce la croce-reliquiario donata da Federico II all'atto della consacrazione del Duomo. Da vedere la chiesa di San Francesco del XIII secolo che, nonostante i numerosi rimaneggiamenti, conserva una cappella risalente alla costruzione originaria; di notevole interesse è anche il chiostro accessibile dalla zona absidale.

Da visitare il Castello, sito in posizione panoramica sulla cima del colle Pancrazio, uno dei meglio conservati della Calabria. La costruzione, a pianta rettangolare con torri angolari, risale forse al XII secolo.

Cosenza è sede del prestigioso Teatro Comunale, dedicato al pianista Alfonso Rendano. Di stile neoclassico ottocentesco, con tre ordini di palchi, spiccavano belle decorazioni pittoriche e in stucco, in particolare sul soffitto, realizzato dal pittore cosentino Enrico Salfi. Tra le parti originali ancora presenti ricordiamo Il sipario storico, che illustra l'arrivo a Cosenza, nel 1433, del Duca di Calabria e Re titolare di Napoli Luigi III d'Angiò e di sua moglie Margherita di Savoia, dipinto dal napoletano Paolo Vetri nel 1901. La facciata esterna del Teatro è caratterizzata dal porticato con grandi pilastri che dominano Piazza XV Marzo, decorato a bugne lisce discontinue separate con alcune cornici dal piano superiore. Il piano soprastante invece è segnato da un sistema binato di lesene che delimitano l'archivolto dei balconi. L'apparato è sormontato da una cornice che si estende per tutto il perimetro, sul quale spicca una balaustra traforata sulla quale al centro si trova lo stemma civico. La sala ha forma a ferro di cavallo con tre ordini di palchi ed una galleria e dispone di 800 posti: 336 in platea e 479 distribuiti in tre ordini di palchi più galleria. Il palcoscenico (con una profondità di 14 metri, boccascena di 14 metri e graticcia alta 19 metri) è capace di ospitare allestimenti, anche impegnativi, di spettacoli lirici e di prosa. La configurazione dei volumi consente di ospitare concerti sinfonici, spettacoli di danza, convegni importanti.




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