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CATANZARO DESIGN WEEK: IL FOCUS È SUL DESIGN INDIPENDENTE

Data/Ora: dal 14/09/2017 ore 11.47, al 17/09/2017
14/09/2017

Dimenticate Milano, capitale della moda e del design. 
Per il secondo anno consecutivo, dal 14 al 17 settembre si accendono a Catanzaro i riflettori del Fare design, tra cultura del progetto,  esposizioni, formazione e food con un linguaggio contemporaneo e atmosfere contaminate in pieno centro storico.

Tre giorni per rinnovare, nel capoluogo calabrese, l'appuntamento con il design e la creatività, che lo scorso anno ha riscosso particolare successo, con un occhio di riguardo anche alla formazione e alnmondo produttivo.

Quest'anno si lancia una nuova sfida, ovvero: "QUI SI PUÒ", dove il riferimento è all'identità del prodotto legata ai luoghi; la nuova specifica identitaria sarà “MATERIA” Festival del design indipendente.

Per seguire l'evento e tenersi aggiornati sul programma, tenete d'occhio il sito: www.catanzarodesignweek.com  

 




 


A Catanzaro si può visitare il Parco della Biodiversità Mediterranea. Si trova nei pressi della Scuola Agraria e il giardino si estende per 114.200 mq (610.000 mq. è l'estensione di tutto il parco). Al suo interno sono state realizzate sia aree a prato, sia un giardino botanico all'italiana (costituito da 20.000 nuove piante da siepi e tappezzanti, 2.000 piante d'alto fusto e 200 specie arboree) e due laghetti. Inoltre al suo interno sono presenti diverse strutture: un percorso Jogging e ciclabile di 4,5 km; - un'area pattinaggio di 2.561,28 mq; - un parco giochi di 3.500 mq; - un laghetto delle piante acquatiche; - il Laghetto dei Cigni; - un labirinto Verde; - un Anfiteatro da 700 posti; - un'area bar; - servizi igienici; - un parcheggio di mq 1.665.

Catanzaro riserva al visitatore percorsi di grande bellezza e suggestione. Villa Trieste, giardino pubblico risalente alla fine dell'800 da cui è possibile godere di una vista che spazia dal mare alla Sila. Il Museo Provinciale, che espone materiale archeologico, una collezione di monete greche e romane, antichi dipinti e una sezione dedicata al pittore calabrese Andrea Cefaly. Il Museo delle Carrozze, il Museo Risorgimentale, la Fontana Monumentale "Il Cavatore", la Chiesa di Sant'Omobono (più antico monumento della città), la Chiesa di San Giovanni, la Chiesa dell'Immacolata (di antica fondazione, è stata completamente rifatta), la Chiesa del Monte dei Morti, Duomo (costruzione in stile neoclassico, realizzato negli anni '60). Palazzo Fazzari, costruito nel 1876, rivestito in "diorite" proveniente dalle cave di Stalettì, costruito su Corso Mazzini, arteria principale di Catanzaro. All'inizio del Corso c'è la Torre del castello che è ciò che rimane dell'antico castello normanno, adibito per un lungo periodo a carcere, ora ristrutturato e adibito a museo. Continuando giù per il Corso e oltrepassando il "caffè imperiale" si incontra un vicoletto che porta in un'isola pedonale dove si possono ammirare i famosi "san pietrini" e, poco più distante, si trova la Chiesa altomedievale di Santa Maria di Mezzogiorno. Da visitare senza dubbio il complesso monumentale del San Giovanni, situato sull'area del distrutto castello di origine normanna. L'area ospitò l'ospedale, le carceri dell'udienza e gli uffici del Genio militare. Il San Giovanni vanta una grande area espositiva, disposta su due piani. Vi si accede da una bella scalinata che porta al cortile interno e quindi alle numerose sale. Nella palazzina adiacente alla chiesa, sono ospitati gli uffici dell'Assessorato comunale alla Cultura e quelli della sede della Sovrintendenza ai beni artistici e ambientali. L'ampio piazzale panoramico è stato inaugurato dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Il Complesso del San Giovanni è monumento Nazionale. Il Rione Case Arse, in origine rione Paradiso, che dal 1470 in poi assunse questo nome perché fatto bruciare da Antonio Centelles che volle punire i catanzaresi rei di non volerlo più come Conte.

Il Duomo di Catanzaro, gravemente danneggiato dai bombardamenti anglo-americani del 27 agosto del 1943 e impoverito da furti e spoliazioni che ne seguirono per anni, è stato ricostruito nel periodo post-bellico. Il nuovo Duomo, progettato dagli architetti Vincenzo Fasolo e Franco Domestico, fu consacrato nell'autunno del 1960. L'antica cattedrale di età normanna, dedicata alla Vergine Assunta e ai Ss. Pietro e Paolo, fu consacrata da papa Callisto II nel 1121. La fabbrica medievale subì profondi rifacimenti in seguito ai ripetuti e violenti terremoti che colpirono la città di Catanzaro, mutando nei secoli il suo aspetto. Si ricordano, per la loro entità, gli interventi del primo Cinquecento commissionati dal vescovo Torrefranza, che ampliò la costruzione, ne abbelli l'interno con marmi policromi, ricostruì la zona absidale e la facciata. Ingenti furono i danni riportati dall'edificio in seguito ai terremoti del 1744, del 1783 e del 1832, che ne comportarono la chiusura per molti anni e il conseguente trasferimento del culto nella Chiesa dell'Immacolata. Il Duomo conserva al suo interno opere di notevole interesse storico-artistico, scampate alla distruzione del tempo e degli uomini. Tra queste meritano di essere ricordate: il busto argenteo tardo cinquecentesco di S. Vitaliano, probabile opera dell'argentiere napoletano Gilberto Lelio; la statua della Madonna delle Grazie del 1595, proveniente dall'antico Convento delle Clarisse; la statua della Dormitio Virginis degli inizi del Settecento; la pala che coronava l'antico altare maggiore raffigurante l'Assunta, datata 1750; la scultura lignea della SS. Vergine Addolorata, opera di una bottega napoletana del XVIII secolo; la tela di Domenico Augimeri raffigurante la Sacra Famiglia (1834). Degni di attenzione sono, inoltre, i paramenti sacri databili dal XVIII al XX secolo.

"Marca" è un polo museale multifunzionale che ambisce a confermarsi come luogo dove far convivere momenti artistici diversi, dall'arte antica al linguaggio contemporaneo, espresso in tutte le sue forme. Il polo museale è suddiviso in tre ambienti. Al pianterreno è stata allestita la Pinacoteca e Gipsoteca della Provincia, una collezione permanente di 120 opere tra pitture e sculture, scaglionate tra il XVI e il XX secolo: dalla splendida tavola di Antonello de Saliba, a Battistello Caracciolo, Mattia Preti, Salvator Rosa e Andrea Sacchi. Sono inoltre conservate ed esposte un numero assai ricco di opere di Andrea Cefalì, oltre a gessi e marmi di Francesco Jerace. Al primo piano si trovano le sale destinate alle mostre temporanee e la collezione permanente di Mimmo Rotella, il più celebre degli artisti catanzaresi. Il seminterrato ospita il centro polivalente di cultura contemporanea. Museo Archeologico Provinciale di Catanzaro, istituito nel 1879, comprende un ricco medagliere con oltre 8000 esemplari (monete di epoca magnogreca, brettia, romana, bizantina, normanna). La raccolta archeologica conserva reperti dell'età della Pietra, del Ferro e del Neolitico; una statuetta fittile raffigurante Atena, un elmo in bronzo decorato a sbalzo e altri oggetti del periodo greco. Si segnala un'incisione su lamina d'oro raffigurante l'Adorazione dei Magi che risale al VI secolo. Museo Diocesano di Catanzaro, costituito nel 1997 e ospitato nel Palazzo Vescovile, il museo raccoglie ostensori, calici, pianete, candelabri, paramenti sacri, dipinti, sculture lignee e opere marmoree databili a partire dal XVIII secolo e provenienti da alcune chiese del territorio catanzarese. Parte di questo materiale apparteneva al tesoro della Cattedrale e all'Arcidiocesi di Catanzaro. Tra i dipinti, in gran parte opera di artisti meridionali, si segnalano La Pentecoste di Domenico Leto (XVIII sec.), una Madonna col Bambino (XVIII sec.), l'Incoronazione della Vergine nella Gloria dei Santi di Biagio di Vico (XVIII sec.), San Nicola Vescovo di Mattia Preti (1613-1699) e una Madonna delle Grazie (XVIII sec.). Tra i paramenti sacri si possono ammirare un piviale rosso a lamina d'oro del Settecento, di manifattura catanzarese.Tra gli argenti: un ostensorio (1782), una croce professionale (XVIII sec.), un baldacchino del Santissimo (1856). Di recente acquisizione un dipinto (olio su tela) che raffigura il sant'umile da Bisignano del XVII-XVIII secolo, d'autore ignoto.

Il Teatro Politeama, progettato dal prof. Paolo Portoghesi, presenta una struttura di 53 mila metri cubi di volume e 5.700 metri quadrati di superficie, che ruota intorno a una sala a forma di ferro di cavallo di 500 metri quadrati. Il palcoscenico, uno dei più avanzati d'Italia dal punto di vista tecnologico, può essere definito il "cuore" del teatro: largo 22,30 m. e profondo 20 m., ha un'altezza di 30 m. (24 alla graticcia). Inoltre il boccascena è largo 15 m. e alto 16 m. L'Arena Magna Graecia di Catanzaro, gran teatro con ben quattromila poltroncine suddivise in due settori e altri ottocento posti sulle due tribune laterali. L'auditorium comunale "Aldo Casalinuovo", intitolato al giurista catanzarese per molti anni Presidente dell'Ordine Nazionale Forense, è una struttura polivalente, situata nel centro cittadino, adiacente al Liceo Ginnasio "Galluppi". La struttura, capace di 600 posti a sedere e dotata di sofisticati impianti tecnologici, può essere indifferentemente utilizzata per congressi, conferenze, concerti e rappresentazioni teatrali.




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