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A PIZZO (VV) LA I EDIZIONE DEL FESTIVAL DEGLI ERRANTI

Data/Ora: dal 23/02/2018 ore 15.30, al 25/02/2018
23/02/2018

Al via la I edizione del del Festival degli Erranti organizzato da Calabria Trekking con la direzione artistica di Maria Teresa Marzano.  Il Festival si svolge col patrocinio della Regione Calabria e del Comune di Pizzo Calabro dal 23 al 25 Febbraio 2018 in occasione del quinto compleanno di Kalabria Trekking.

Venerdì 23 febbraio  si parte al Castello Murat alle ore 15.30 con il libro “Cammini e sentieri nascosti d’Italia da percorrere almeno una volta nella vita” di Stefano Ardito. Alle 17.00 con Antonietta Villella “In cammino verso la memoria”. Al Museo della Tonnara alle ore 15.00 è in programma la proiezione del docufilm “Road to myself. Antichi cammini nell’Italia del Sud” del regista Alessandro Piva. Alle 18.30 viene presentato “Cammini di Calabria: Percorsi tra storia, cultura e paesaggi: Il cammino di Francesco di Paola, il cammino del Brigante e Calabria Coast to Coast”.. Al Ristorante “Nostrano” alle ore 20.00 un aperitivo con l’autore di Malura (ed. Rubettino) Cataldo Perri. In chiusura al  Museo della Tonnarai i Paraphonè in concerto.

Sabato 24 febbraio il programma prevede invece alle ore 09.00 al Museo della Tonnara la presentazione del libro di Giuseppe Paolillo “Incontri bestiali. Avventure di un naturalista di strada”. Alle 10.00 Francesco Bevilacqua a presenta “Genius Loci – il Dio dei luoghi perduti (ed. Rubettino). Alle ore 11.00 Stefano Ardito presenta “Sentieri dall’Appennino al K2”. Alle 11.30 il convegno “I parchi nazionali della Calabria”. Al Castello Murat, a partire dalle ore 10.00 “Letture ad alta voce per i piccoli erranti ” a cura di Rosanna Gambardella mentre Antonio La Gamba e Antonio Montesanti  incontrano i piccoli con “Giochiamo con la terra”. Al Museo della Tonnara alle ore 15.00 Massimiliano Capalbo e Stefano Caccavari conversano su “Orme nel parco, come valorizzare i territori”. Alle 16.00 Silvio Greco e Ivano Tuselli.

Domenica 25 febbraio è prevista  un’escursione al Parco Naturale Regionale delle Serre.

 




 


Conserva l'aspetto tipico di un borgo marinaro, con viuzze che si aprono in piccoli cortili, balconate che guardano il mare, spiagge e scogliere. Il litorale di Pizzo, con i suoi 8 Km di costa, presenta una morfologia variegata: ad ampi e capienti arenili sabbiosi si succedono rupi rocciose che si immergono nel Golfo formando suggestive calette. Uno speciale riconoscimento è arrivato da Legambiente e dal Touring Club che, anche per il 2012, hanno inserito Pizzo Calabro tra le 250 spiagge più belle d'Italia con l'assegnazione delle 4 vele.

Vedi Luoghi Sacri

Da visitare a Pizzo la Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, che i "pizzitani" chiamano La Madonnella, dove il 9 luglio si riuniscono per la ricorrenza della Madonna delle Grazie. Si tratta di una grotta scavata nella roccia, con l'acqua che stilla dalle pareti; una serie di arcate e pilastri naturali separano le diverse cappelle e grotte che ospitano immagini sacre e scene bibliche. Di notevole interesse è il Castello eretto da Ferdinando d'Aragona nel 1486 e restaurato di recente, dove si può visitare la cella in cui fu rinchiuso Gioacchino Murat prima della fucilazione. Con le due torri cilindriche, il Castello sovrasta la sottostante marina. I resti di Murat sono custoditi nella chiesa di San Giorgio, patrono di Pizzo. L'edificio, dichiarato monumento nazionale, conserva l'originaria facciata barocca del 1632, oltre a pregevoli opere, quali: un Crocifisso ligneo seicentesco; sculture marmoree del XVI secolo; una grande tela posta sul soffitto, del 1778-1828. Passeggiando nel centro storico, tra le viuzze e gli antichi palazzotti nobiliari, ci si può fermare a visitare la Chiesa di San Francesco di Paola, con l'annesso convento dei Minimi, edificati nella seconda metà del cinquecento. Altra tappa è la sottostante Marina, con i resti di una delle tante tonnare attive fino agli inizi del Novecento. Ancora praticata è la pesca del tonno e attivi sono gli stabilimenti che lo trasformano secondo l'antica tradizione.

A Pizzo Calabro da visitare c’è sicuramente la Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, che gli abitanti del luogo chiamano La Madonnella, dove il 9 luglio si riuniscono per la ricorrenza della Madonna delle Grazie. Si tratta di una grotta scavata nella roccia, con l'acqua che stilla dalle pareti; una serie di arcate e pilastri naturali separano le diverse cappelle e grotte che ospitano immagini sacre e scene bibliche. Nella chiesa di San Giorgio, patrono di Pizzo, sono custoditi i resti di Murat. L'edificio, dichiarato monumento nazionale, conserva l'originaria facciata barocca del 1632, oltre a pregevoli opere, quali: un Crocifisso ligneo seicentesco; sculture marmoree del XVI secolo; una grande tela posta sul soffitto, del 1778-1828. Passeggiando nel centro storico, tra le viuzze e gli antichi palazzotti nobiliari, ci si può fermare a visitare la Chiesa di San Francesco di Paola, con l'annesso convento dei Minimi, edificati nella seconda metà del cinquecento.

Il porticciolo di Pizzo è costituito da un pontile lungo circa 100 m (molo Pizzapundi) con direzione Sud-Ovest che diparte in prossimità della Rotonda Gagliardi. Il pontile è inidoneo all’ormeggio.

Di notevole interesse è il Castello eretto da Ferdinando d'Aragona nel 1486 e restaurato di recente, dove si può visitare la cella in cui fu rinchiuso Gioacchino Murat prima della fucilazione. Con le due torri cilindriche, il Castello sovrasta la città. Il castello di Pizzo fu costruito sul finire del Quattrocento, tra il 1488 e il 1492, anche se piccoli lavori proseguirono negli anni successivi. Tra le motivazioni che indussero re Ferdinando d'Aragona a edificare la fortezza, aldilà del pericolo delle invasioni turche, vi fu il timore di un attacco delle truppe di Carlo VIII, pronto a rivendicare i suoi diritti sul Regno di Napoli, quale erede della dinastia angioina, che avrebbe potuto trovare nel territorio di Pizzo un appoggio politico e militare. Nella costruzione della nuova fortezza fu forse inglobata una preesistente torre di cui parlano alcune fonti tardo seicentesche. Il castello ha una forma quadrangolare con due massicce torri quadrangolari scarpate. La fortezza, che subì ingenti danni in seguito ai terremoti del 1783 e del 1908, è celebre per essere stata prigione e luogo di esecuzione di Gioacchino Murat.

Il Museo del Mare di Pizzo conserva circa 100.000 conchiglie di cui 30.000 esposte; 2000 fossili della flora e della fauna marina, scheletri di cetacei, squali e altri pesci imbalsamati e mummificati, esemplari della flora e della fauna marina. Una raccolta di utensili per la costruzione delle barche e per la pesca (arpioni, fiocine, corde, ceste, reti e altro). Infine una collezione di circa 400 dipinti a soggetto marinaro. Nelle sale del Castello Murat sono rievocati gli ultimi cinque giorni vissuti nella fortezza aragonese dal Re Gioacchino Murat, con manichini che indossano indumenti d'epoca: una ricostruzione storica, fedele alla realtà del tempo, attraverso la prigionia, il processo, la confessione e la fucilazione del Re. In mostra guardie borboniche, soldati francesi, delinquenti comuni, ufficiali francesi, Murat, il canonico Masdea, Nunziante, Trentacapilli, Franceschetti. Ma non solo, anche suppellettili, arredi ed armi, fedelmente riprodotte: fucili, pistole, sciabole, alabarde. Inoltre, due colubrine e due cannoni rotabili, uno dei quali, alle ore 12 di ogni domenica, spara dalla torre maestra a mezzo di artificio pirico.




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